Spari in tribunale a Milano: chi sono le tre vittime

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Claudio Giardiello, imputato in un processo per bancarotta, ha esploso 13 colpi di pistola e ucciso il suo coimputato Giorgio Erba, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e il giudice fallimentare Ferdinando Ciampi

Tre vittime e due feriti. È il bilancio della mattinata di terrore al Tribunale di Milano (TUTTE LE FOTO). Un uomo di 57 anni, Claudio Giardiello, imputato in un processo per bancarotta fraudolenta, ha aperto il fuoco nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo.
Tre persone sono morte,  in seguito ai tredici colpi di arma da fuoco esplosi da Giardiello.




Claris Appiani, avvocato – La mattinata di follia è cominciata durante l'udienza di un processo per bancarotta fraudolenta. Tra gli imputati c'è l'imprenditore Claudio Giardiello, presente tra il pubblico. Il suo avvocato ha annunciato di voler rinunciare alla difesa dell'uomo, scatenandone così la reazione. Giardiello ha iniziato a sparare, uccidendo l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, suo ex legale, in aula come testimone.
"Giardiello era stato cliente di mio nipote" - ha ricordato uno zio della vittima. "Poi aveva iniziato a combinare disastri e lui ha smesso di seguirlo. Sapevo che oggi mio nipote era in aula come testimone in una causa penale perché Giardiello era stato denunciato".

Lorenzo Alberto Claris Appiani aveva 37 anni e viene da una famiglia di legge: sua madre, oggi in pensione, è un avvocato e la sorella è un magistrato. Era molto stimato per la sua capacità di analisi del diritto.

Giorgio Erba, coimputato – Sempre nell'aula del processo, Giardiello ha sparato a Giorgio Erba, un coimputato del killer, colpendolo a morte. Feriti anche Davide Limongelli, socio di Giardiello nella società "Magenta Immobiliare" di Milano, presente a sua volta in tribunale come coimputato, e un commercialista, colpito a una gamba.

Fernando Ciampi, il magistrato – A questo punto Giardiello ha lasciato l'aula ed è sceso al secondo piano, recandosi nell'ufficio del giudice Fernando Ciampi, della seconda sezione fallimentare. Qui il magistrato sarebbe stato freddato a bruciapelo con due colpi di arma da fuoco dopo aver difeso una sua collaboratrice. Dalle prime ricostruzioni, Ciampi non era il titolare del procedimento ma era stato citato come testimone al processo perché a suo tempo aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla bancarotta dell'immobiliare Magenta, al centro del processo in cui è imputato il killer.

Da sei anni il giudice Ciampi era alla seconda sezione civile, incaricata dei fallimenti. In precedenza era stato presidente della ottava sezione civile. Poco dopo il suo arrivo alla fallimentare, nel 2009, era stato a designato era sotto inchiesta a Brescia. Ciampi, fama di intransigente, era autore di numerosi testi sul diritto societario e i fallimenti. La sua azione negli ultimi anni si concentrava soprattutto nel campo dei brevetti, dei marchi, della concorrenza sleale e del diritto d'autore.


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