Tangenti Grandi Opere, Ercole Incalza ai domiciliari

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Il gip di Firenze ha accolto la richiesta presentata dall'avvocato dell'ex capostruttura di missione del Ministero delle Infrastrutture, finito in carcere il 16 marzo. Secondo l'accusa è il "dominus totale" del sistema corruttivo legato agli appalti

Arresti domiciliari per Ercole Incalza, l'ex capostruttura di missione del Ministero delle Infrastrutture finito in carcere il 16 marzo scorso nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato gli appalti delle Grandi Opere. Il provvedimento è firmato dal gip di Firenze, Antonio Pezzuto, che ha accolto un'istanza presentata dall'avvocato Titta Madia.

Ieri due nuovi arresti –
Proprio ieri l'inchiesta fiorentina ha compiuto un altro passo. Sono finiti ai domiciliari Salvatore Adorisio e Angelantonio Pica, dirigenti della Green Field. Secondo gli inquirenti, la società affidava consulenze a Ercole Incalza, in cambio delle direzioni dei lavori negli appalti assegnate a Stefano Perotti.

Le accuse contro Incalza –
Secondo l'accusa Incalza era il "dominus totale" che, ricorda il gip, ha ricevuto lo stesso incarico "da ogni compagine governativa che si è succeduta negli anni". Dirigeva "ogni grande opera, predisponendo le bozze della legge obiettivo e individuando di anno in anno quelle da finanziarie e quelle da bloccare".

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