Ruby ter, Berlusconi a 20 ragazze: "Non posso più aiutarvi"

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In una lettera uguale per tutte le indagate dell'inchiesta, il leader di Fi spiega di dover interrompere il "sostegno economico mensile" nei loro confronti. "Spero - conclude il Cavaliere - a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare"

Una lettera uguale per tutte, datata 29 dicembre 2013, in cui Silvio Berlusconi spiega alle circa 20 ragazze indagate nell’inchiesta Ruby ter perché non potrà più aiutarle economicamente. L’ipotesi degli inquirenti è infatti che il leader di Fi abbia versato soldi alle ospiti delle serate ad Arcore  in cambio del loro silenzio e vengono ipotizzati i reati di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. E dagli atti dell'indagine emerge che il Cavaliere avrebbe versato alle ospiti di Arcore, esclusa Ruby, oltre 2 milioni di euro, nel periodo compreso tra il 2010 e i primi mesi del 2014.
Ecco il testo integrale della missiva, tra gli atti depositati dalla Procura di Milano al Tribunale del Riesame.

"Cara.... sarai venuta a conoscenza che da alcune settimane sono state depositate le motivazioni relative agli incredibili processi sulle cene in casa mia. Inutile dirti che non c'è nessun riguardo per te e per gli altri ospiti delle nostre cene e che continua su di noi l'ignobile denigrazione che tutti abbiamo assurdamente dovuto subire. Ma c'è qualcosa in più. C'è che l'aiuto che io, seguendo l'impulso della mia coscienza, ho continuato a dare a te e alle altre ospiti per lenire gli effetti della devastazione che questi processi hanno causato alla vostra immagine, alla vostra dignità, alla vostra vita, rischia di essere incredibilmente strumentalizzato ipotizzando addirittura dei possibili reati a carico non solo mio ma anche vostro.

A questo punto i miei legali pur comprendendo la generosità e l'altruismo della mia iniziativa, mi invitano con assoluta determinazione, a non continuare con il sostegno economico mensile, perché si potrebbe attribuire al mio aiuto e alla mia accettazione una finalità diversa da quella reale. Per queste ragioni sono obbligato a sospendere da gennaio ogni mio contributo.

Sono sicuro che tu sei consapevole di quale attacco mi è stato inflitto da una magistratura militante, che fa un uso politico della giustizia per eliminare l'unico ostacolo che si è opposto e che si oppone alla definitiva presa del potere da parte della sinistra. Questa è l'Italia di oggi. Un'Italia senza giustizia, dove per avere giustizia devi rivolgerti alla Corte Europea di Strasburgo come sto facendo per correggere l'assurda e l'indegna sentenza del primo agosto (quella definitiva sul caso Mediaset, ndr). Mi spiace, mi spiace tanto. Spero, a processo finito, di poterti rivedere e riabbracciare. Ti voglio bene. Silvio".

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