Monnezza di Stato: le terre dei fuochi nel Paese dei veleni

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In un saggio edito da Minerva, Paolo Chiariello e Antonio Giordano raccontano i disastri ambientali compiuti in una delle regioni più fertili d’Italia tra denunce inascoltate, omissioni e dati scientifici allarmanti. L'estratto

A qualcuno non piace che si dica, ancor meno che si scriva. Eppure esiste una stretta correlazione tra salute e rifiuti. Esiste un legame sinistro tra smaltimento criminale di rifiuti industriali e urbani e tasso di mortalità per tutte le cause. Dimostrare l’esistenza di questa correlazione non è materia la cui trattazione compete a giornalisti o preti o blogger o politici che usano anche la monnezza e la salute come strumenti di consenso sociale.
In un Paese serio, in un Paese civile, e l’Italia non può non esserlo, di queste cose si occupano di norma gli scienziati, la comunità scientifica. Studi indipendenti di scienziati seri, scrupolosi, su cosa abbia significato l’assenza dello Stato in materia di smaltimento criminale dei rifiuti e scorie in Campania e in altri posti d’Italia (Porto Marghera, Ilva di Taranto, Acna di Cengio, Seveso, Brescia, Isochimica di Avellino, Italsider di Bagnoli e mille altri luoghi avvelenati) non hanno mai avuto cittadinanza, purtroppo, in questo Bel Paese.

Antonio Giordano, coautore di questo libro, napoletano, scienziato emigrato negli Stati Uniti d’America dove si è costruito un brillante percorso accademico-professionale senza aver bisogno di padroni o padrini politici, ha provato a spiegare assieme al sottoscritto la “Terra dei Fuochi”, i disastri compiuti, i danni incalcolabili provocati da camorra e politica all’ambiente e alla salute dei cittadini. Un giornalista e uno scienziato. Due competenze diverse per indagare un disastro le cui proporzioni sono inimmaginabili. Almeno a sentire chi, come Giordano, sa leggere e dunque dare un senso a dati scientifici, analisi scientifiche. Non è facile riuscire a far emergere del tutto questa tragica realtà che pesa come una spada di Damocle sulla testa di oltre tre milioni di cittadini della Campania che vivono tra Napoli e Caserta. Noi ci proviamo. È una battaglia di civiltà che va combattuta con ogni mezzo.

Uno di questi mezzi è la divulgazione delle verità per rendere consapevoli tutti di quello che accade. Anche questo libro è la dimostrazione che bisogna credere nella diffusione delle verità scientifiche, renderle accessibili e comprensibili ai più, soprattutto quando sono scomode, quando non piacciono al cosiddetto potere costituito che le nasconde sotto i tappeti, come ha fatto e fa con i rifiuti in Campania. Studi importanti, fatti da istituzioni scientifiche serie, hanno già mostrato la gravità dell’inquinamento di aria, terra e acqua in Campania e i pesanti effetti sulla salute dei cittadini. Peccato che a questi studi poi non siano corrisposte adeguate misure normative e di prevenzione per combattere la correlazione tra smaltimento criminale dei rifiuti e salute pubblica. In pratica di “diagnosi” del male dei rifiuti in Campania ce ne sono a bizzeffe, il problema è che poi non sono mai arrivate le “cure”.

Un nesso di causalità tra salute e rifiuti c’è, lo si afferma da tempo. È una verità scientifica acquisita ma non è accettata da tutti. Eppure, se certi dati scientifici arrivano da istituzioni sanitarie serie e certificate un loro peso dovrebbero averlo. Ci sono istituzioni scientifiche che hanno fatto emergere in tempi non sospetti, e cioè all’alba del Terzo Millennio, dati che fanno rabbrividire anche chi non capisce nulla dell’impatto devastante dello smaltimento dei rifiuti sulla salute dei cittadini. Dati inquietanti, ad esempio, emergono da uno studio commissionato dal Dipartimento della Protezione Civile all’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’Istituto Superiore della Sanità, al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Istituzioni scientifiche che in passato e di recente hanno analizzato gli effetti sanitari della gestione dei rifiuti in Campania, confermando la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause (tutti i tumori) e malformazioni genetiche congenite nelle province di Napoli e Caserta.

L’area geografica di riferimento per lo studio degli scienziati è stata per anni quella compresa tra i 196 comuni delle due province campane. Gli effetti nefasti della correlazione tra rifiuti e salute è stata poi ristretta per ragioni di cui nessuno si è premurato di dare spiegazioni a un numero inferiore di comuni, quelli che sono stati (o sarebbero stati) maggiormente devastati dagli scarichi incontrollati di rifiuti tossici e nocivi da parte di organizzazioni criminali. Lo studio ha analizzato i dati di mortalità per tutte le cause, tutti i tumori, tumore del polmone, dello stomaco, del fegato, del rene, della vescica, linfomi non Hodgkin e sarcomi dei tessuti molli, separatamente per uomini e donne, in un periodo che va dal 1994 al 2001. Studi, dunque, vecchi che ancora non potevano tenere in debito conto dei primi dieci anni del terzo Millennio, quelli in cui la Campania ha conosciuto le peggiori crisi nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
©2015 Minerva Edizioni, Bologna

Tratto da Antonio Giordano-Paolo Chiariello, Monnezza di Stato. Le terre dei fuochi nell’Italia dei veleni, Minerva Edizioni, pp. 184, € 15,00

Antonio Giordano napoletano è un oncologo, patologo, genetista, ricercatore, professore universitario e scrittore italiano naturalizzato statunitense. Direttore e Fondatore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia e professore ordinario di Anatomia ed Istologia Patologica dell’ Università degli Studi di Siena. Il suo impegno è testimoniato da oltre 400 lavori scientifici sulle più importanti riviste internazionali e da numerosi brevetti relativi alla scoperta di nuovi geni e a nuovi metodi per la diagnosi e la terapia dei tumori.

Paolo Chiariello
napoletano, è giornalista di Sky Tg24, per il quale ha curato inchieste sulle infiltrazione della mafia nelle istituzioni al Sud, la faida di camorra per il controllo del business della cocaina a Scampia, la strage dei cittadini africani da parte del clan dei Casalesi, la “terra dei fuochi” e il dramma delle morti per l’interramento dei rifiuti in Campania, l’abusivismo edilizio selvaggio alle pendici del Vesuvio e dei Campi Flegrei che espone centinaia di migliaia di persone al rischio eruzione. Nel 2007 ha vinto il premio “Giancarlo Siani” con un reportage su come la camorra controlla migliaia di alloggi dell’edilizia popolare, nel 2008 si è aggiudicato il premio cronista “Piero Pasetto” - targa del Presidente della Repubblica – per una inchiesta sull’affaire rifiuti in mano alle cosche mafiose al Sud. Ha scritto due libri: “Monnezzopoli” e “I sogni dei bambini di Scampia son desideri”.

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