Nozze gay, il prefetto di Milano cancella le trascrizioni

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In autunno il comune aveva deciso di riconoscere i matrimoni omosessuali celebrati all'estero. Una circolare del ministro Alfano ne aveva chiesto l'annullamento, ma Pisapia si era rifiutato. Il sindaco: "Decisione discriminatoria"

Le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero fatte dal comune di Milano lo scorso autunno sono state cancellate. Il prefetto del capoluogo lombardo, Francesco Paolo Tronca, ha nominato un commissario ad acta per provvedere all'operazione. Si tratta di una dozzina di matrimoni. Ai diretti interessati la notizia è stata comunicata per lettera in questi giorni.  "Ci opporremo in tutte le sedi contro una decisione strumentale e discriminatoria" il commento del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che in un post su Facebook ripreso anche dal suo account Twitter dettaglia la sua posizione.



La circolare di Alfano, le critiche di Pisapia - La decisione è arrivata dopo mesi di scontro tra il comune e la prefettura, dopo che in autunno il sindaco Pisapia aveva deciso, sull'onda di interventi simili fatti da altri comuni come Roma, di trascrivere nei registri comunali i matrimoni omosessuali legalmente celebrati all'estero. Il ministro dell'Interno Alfano aveva dichiarato illegittime queste trascrizioni, inviando una circolare ai prefetti per chiedere le cancellazioni.
Pisapia, nel suo post su Facebook, oggi scrive che "Il ministro Angelino Alfano si ostina a difendere ideologicamente una posizione illegittima, ancorata al passato e non aderente ai bisogni e alla realtà della società di oggi. (...) Mi fa piacere che da più parti si chiedano le dimissioni di Alfano. Sarebbe utile quindi che quei parlamentari che credono nel rispetto delle leggi e si oppongono a ogni discriminazione, intervengano in Parlamento con tutti gli strumenti possibili e, se lo ritengono, presentando anche una formale mozione di censura nei confronti del ministro dell’Interno".

Nominato un commissario ad acta - Il prefetto milanese aveva quindi adottato lo scorso 4 novembre un provvedimento di annullamento, ordinando a Pisapia, di provvedere "senza ritardo" a tutti gli  adempimenti. Ma il sindaco di Milano si era rifiutato di cancellare le trascrizioni, in quanto le riteneva legittime. Rifiuto posto anche ai successivi inviti del prefetto, il quale ha quindi nominato un commissario ad acta per procedere alla cancellazione.

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