Libia, in Sicilia gli italiani rimpatriati

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E' arrivato dopo mezzanotte il catamarano con a bordo i connazionali evacuati. La testimonianza: "A Tripoli la situazione è critica". La minaccia dell'Isis: siamo a sud di Roma. Bombardamenti egiziani su obiettivi del Califfato

E' arrivata poco dopo la mezzanotte nel porto di Augusta, Sicilia, la nave con a bordo un centinaio di italiani evacuati dalla Libia (LE FOTO). Sono poi stati trasferiti nella base di Sigonella e da lì condotti in diverse destinazioni; un gruppo di circa 10 persone, a bordo di un C 130 dell'Aeronautica militare, ha raggiunto Pratica di Mare.

La testimonianza - Salvatore, siracusano, è stato il primo a scendere dal catamarano. Trascinando con sé due trolley ha fatto capire di non voler rilasciare commenti e ha annuito vistosamente quando gli è stato chiesto se aveva ricevuto indicazioni di non parlare. Alla fine, però, qualcosa la dice: "La situazione a Tripoli è critica...". E sull'Isis: "E' già da un pezzo che è a Tripoli, lo ha detto anche la televisione. "Adesso basta, ci sarà chi farà le dovute dichiarazioni".

Cento italiani via dalla Libia - Sono in tutto una settantina gli italiani rientrati da Tripoli. Tra loro non solo tecnici d'azienda, marittimi, gente che ha lasciato temporaneamente l'Italia per un periodo piu' o meno lungo, ma anche famiglie che praticamente da sempre vivono a Tripoli, o in altre città, e che non hanno abbandonato il Paese neppure nei momenti più duri della guerra contro Gheddafi. "Stavolta è diverso", dicono.

Egitto bombarda Isis - Ed è allarme dopo che i jihadisti dello Stato Islamico, in un video sulla decapitazione di una ventina di cristiani copti egiziani a Tripoli, hanno minacciato l'Italia: "Prima ci avete visiti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma".  In risposta all'uccisione dei lavoratori egiziani, l'Egitto ha bombardato nella notte obiettivi in Libia: lo ha reso noto la tv di Stato, dopo che il presidente Abdel Fattah al-Sisi poche ore prima aveva annunciato che l'Egitto si riservava "il diritto di rispondere". I caccia egiziani hanno colpito campi di addestramento e magazzini di armi.

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