Strage al largo di Lampedusa, 29 migranti morti di freddo

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Vittime di ipotermia, erano su un gommone con 105 persone. Condizioni climatiche proibitive: mare forza 8, onde di 9 metri. Il sindaco dell'isola: "Siamo tornati a prima di Mare Nostrum" e a Sky TG24 dice: "L'Europa ha deciso di lasciare sola l'Italia"

Morti di freddo, dopo essere rimasti alla deriva su un barcone, mentre il mare era in condizioni proibitive. E' l'ultima tragedia del mare, consumatasi a circa 100 miglia al largo di Lampedusa. Le vittime, 29 quelle accertate, facevano parte di un gruppo di 105 migranti soccorso dalla Guardia Costiera nella notte tra l'8 e il 9 febbraio (FOTO - SPECIALE). Quando l'imbarcazione è stata raggiunta per essere tratta in salvo, 7 migranti erano già morti per ipotermia; altri 22 sono invece deceduti durante il trasferimento a Lampedusa. Ma il numero delle vittime potrebbe salire; 7 sono in gravi condizioni e all'appello mancherebbero decine di migranti.


Mare forza 8 e onde alte 9 metri - "I nostri uomini sono allo stremo - ha detto il portavoce delle Capitanerie di Porto, Filippo Marini - hanno affrontando un mare forza 8, con onde alte nove metri, come un palazzo di tre piani. Operare in queste condizioni è proibitivo e riuscire a portare in salvo decine di persone è un miracolo". 

Triton sotto accusa - E a finire sotto accusa ora è Triton, la missione gestita direttamente da Frontex, agenzia Ue per il controllo delle frontiere, supportata da 28 Paesi e subentrata il 1 novembre 2014 all'operazione Mare Nostrum. Un "orrore" come dichiara il presidente della Camera, Laura Boldrini, "persone morte non in un naufragio, ma per il freddo. Queste le conseguenze del dopo #MareNostrum", aggiunge in un tweet l'ex portavoce dell'Unhcr.

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini annuncia che chiederà al presidente della Commissione europea Jean Claude Junker di sospendere Triton e intanto sollecita le dimissioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

Il sindaco di Lampedusa a Sky TG24: l'Europa ha deciso di lasciare sola l'Italia -
Per il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, questa ennesima strage del mare dimostra invece che sia "i 366 morti" del 3 ottobre 2013, sia "le parole del Papa" non sono servite a niente. "Siamo tornati a prima di Mare Nostrum" dice il primo cittadino. E, a Sky TG24, precisa: dopo il 31 ottobre 2014, "non è partita nessuna operazione, perché Triton non è un'operazione umanitaria. E' un intervento di Frontex, di salvaguardia delle frontiere. Dopo Mare Nostrum -  aggiunge  - l'Europa ha deciso di lasciare di nuovo l'Italia da sola ad affrontare il soccorso in mare. E l'Italia lo delega a Lampedusa". Lancia poi un'accusa: "Se le persone morte di freddo dopo essere state soccorse, fossero state trasportate sulle navi di Mare Nostrum, che stavano molto a sud di Lampedusa, sarebbero ancora vive. Ora, se l'obiettivo è far aumentare i morti e diminuire i vivi, ci sono riusciti". Guarda l'intervista

L'sos da un telefono satellitare - A quanto si apprende, la richiesta di aiuto dal barcone al largo era arrivata da un telefono satellitare nel pomeriggio di domenica 8 febbraio alla centrale operativa delle Capitanerie di Porto di Roma. Ricevuto l'sos, sul posto sono stati dirottati due mercantili che si trovavano in zona e, contemporaneamente, sono partite da Lampedusa due motovedette. Arrivate sul posto attorno alle 22, le motovedette hanno completato il trasbordo dei migranti in piena notte e ripreso la rotta verso Lampedusa.

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