Calcioscommesse, chiuse indagini. Per Conte, frode sportiva

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Arriva l'atto della procura di Cremona che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Per il Ct della nazionale cade l'accusa di associazione a delinquere. L'ipotesi resta in piedi per Signori, Doni e Mauri. Tra i 13 indagati ci sarebbe anche Colantuono

La Procura di Cremona sta notificando l'avviso di chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per 130 indagati tra calciatori, ex giocatori e dirigenti nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Fra gli sportivi coinvolti spicca l'allenatore della nazionale Antonio Conte, accusato di frode sportiva per fatti avvenuti nel periodo in cui era allenatore del Siena. Cade quindi l'associazione a delinquere, ipotesi di reato con cui era stato inizialmente iscritto nel Registro degli indagati e che invece resta in piedi per il capitano della Lazio Mauri, l'ex capitano dell'Atalanta Doni e l'ex attaccante della Nazionale Beppe Signori.

Gli episodi contestati a Conte - Conte, con altri indagati, è accusato, stando all'avviso di chiusura delle indagini, di aver accettato "l'offerta o la promessa, e comunque" di aver compiuto "atti, anche fraudolenti, diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell'incontro di calcio Novara-Siena del primo maggio 2011, terminato 2-2, e comunque un risultato conforme alle scommesse effettuate". "In particolare l'allenatore del Siena Conte - è scritto nell'avviso - comunicava ai giocatori del Siena che era stato raggiunto dalle squadre l'accordo sul pareggio, così condizionando, anche in considerazione del ruolo di superiorità nei confronti dei calciatori della sua squadra... il risultato". Altri episodi vengono contestati all'allenatore della nazionale.

Colantuono indagato. La replica: “Non ho ricevuto nulla” -
Ci sarebbe anche l'allenatore dell'Atalanta Stefano Colantuono tra i destinatari dell'avviso di chiusura delle indagini. Sarebbe indagato con l'ex capitano della squadra Cristiano Doni per la presunta manipolazione di Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011. L'allenatore spiega di non aver avuto alcuna comunicazione da parte dalla procura.

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