Cremona, fuori pericolo militante centro sociale Dordoni

Un'immagine degli scontri del 24 gennaio a Cremona, una settimana dopo gli incidenti che hanno portato al ferimento di Visigalli
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Migliorano le condizioni di Emilio Visigalli, l'attivista rimasto gravemente ferito  negli scontri con alcuni neofascisti di CasaPound. L'uomo respira autonomamente. Per il suo ferimento sono indagate 8 persone

Migliorano le condizioni di salute di Emilio Visigalli, l'attivista del Centro sociale Dordoni di Cremona, rimasto gravemente ferito negli scontri avvenuti la sera di domenica 18 gennaio tra un gruppo di autonomi e militanti della sede locale di CasaPound, dopo la partita di Lega Pro fra Cremonese e Mantova. L'uomo, che ha 50 anni ed è sposato con un figlio, da oggi non è più in pericolo di vita.

Fuori dal coma - Visigalli è ricoverato nel reparto di Neurologia dell'Ospedale maggiore di Cremona. Gli è stato tolto il respiratore automatico e riesce a respirare autonomamente. Dopo essere rimasto dieci giorni in coma, continua a rimanere in coma farmacologico, dal quale viene svegliato temporaneamente  per controllare le funzioni neurologiche. Gli è stato praticato un intervento al polmone ed è stata chiusa la ferita che era la causa della febbre persistente.

Indagate otto persone  - Per il ferimento di Emilio Visigalli, colpito violentemente alla testa, sono indagate otto persone, quattro neofascisti e altrettanti autonomi.
Gli scontri di domenica 18 gennaio sono all'origine del corteo promosso dai gruppi antagonisti sabato 24 gennaio, terminato con gli scontri con le forze dell'ordine e i gravi danneggiamenti avvenuti in città. Secondo i militanti del centro sociale, Visigalli sarebbe stato colpito nel corso di un'aggressione da parte di esponenti di destra.

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