Maltempo, weekend di freddo in Italia

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Sulla Penisola è arrivata un vortice dalla zona artica che farà precipitare le temperature fino a metà febbraio. Forte instabilità sulle regioni tirreniche, mentre al nord sono previste nevicate fino in pianura. LE PREVISIONI

Un vortice di aria fredda è arrivato sull'Italia dalla zona artica e così quest'anno sembra che verrà rispettata la tradizione dei giorni della Merla, gli ultimi tre giorni di gennaio che, per consuetudine, sono considerati i  più freddi dell'anno.

Maltempo al centro-sud, nevicate al Nord - In particolar modo sono previste perturbazioni su quasi tutta la costa tirrenica, dalla Toscana, al Lazio fino alla Campania e alla Calabria dove è già caduta la neve e a Cosenza sono state chiuse le scuole. Qualche spruzzata di neve anche a Firenze, mentre precipitazioni sono attese anche in Sardegna, soprattutto sul lato occidentale. Freddo polare anche nell'nord Italia dove però si registrano fenomeni di maltempo più deboli. Non escluse in ogni caso le nevicate fino anche in pianura, dal Piemonte fino alla zona del Vicentino in Veneto. A Venezia è intanto tornato il fenomeno dell'acqua alta. L'ondata di freddo resterà sulla penisola ben oltre i tradizionali giorni della Merla e dovrebbe durare almeno fino a metà febbraio.

Rischi gelate per l'agricoltura - In un mese di gennaio che ha fatto registrare una temperatura massima superiore di circa 3 gradi a quella media del periodo è allarme gelo per verdure e ortaggi con il brusco abbassamento della temperatura nei cosiddetti giorni della merla di fine mese, che la tradizione popolare considera i più freddi dell'anno. A rischio gelate - sottolinea la Coldiretti - ci sono le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli mentre nessun pericolo invece per i prodotti già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi.

Il 2014 uno degli anni più caldi degli ultimi due secoli
- La discesa della colonnina di mercurio avviene dopo che il 2014 si è chiuso posizionandosi al primo posto tra gli anni più caldi degli ultimi due secoli in Italia, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano anche con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e un maggiore rischio per gelate tardive. Secondo la leggenda gli ultimi tre giorni di gennaio coincidono con i tre giorni più freddi dell'inverno, tanto che perfino la merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino e il suo manto divenne grigio per la fuliggine.

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