'Ndrangheta, oltre 160 arresti: "Operazione storica al Nord"

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Maxi-operazione dei carabinieri coordinata dalle Dda di Bologna, Brescia e Catanzaro: in manette anche un consigliere comunale di Reggio. 117 fermi nella regione emiliana e 46 in altre parti d'Italia. Anche in Emilia risate sul terremoto

Maxi operazione dei carabinieri contro la 'ndrangheta in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. Migliaia i carabinieri impiegati. 117 gli arresti disposti dalla magistratura di Bologna. Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia, per un totale di oltre 160 arresti.
"Un intervento che non esito a definire storico, senza precedenti. Imponente e decisivo per il contrasto giudiziario alla mafia al Nord", ha commentato il procuratore Franco Roberti. "Non ricordo a memoria un intervento di questo tipo per il contrasto a un'organizzazione criminale forte e monolitica e profondamente infiltrata".

"In Emilia abbiamo scoperto la mafia imprenditrice" -
"E' la mafia imprenditrice quella che abbiamo scoperto in Emilia. E' questa la novità dell'indagine", aggiunge il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso. Sono 54 le persone a cui viene contestata l'associazione a delinquere di stampo mafioso, cinque "con la qualifica di capi, sei come organizzatori. Epicentro dell'attivita del gruppo è Reggio Emilia, "città del tricolore che da oggi speriamo torni a risplendere".

Risate sul terremoto in Emilia, come all'Aquila -
Sono in un dialogo citato nell'ordinanza del Gip tra due indagati, Gaetano Blasco e Antonio Valerio: "E' caduto un capannone a Mirandola", dice il primo. "Valerio ridendo risponde: eh, allora lavoriamo là.. Blasco: 'ah si', cominciamo facciamo il giro...”, si legge. La conversazione intercettata è del 29 maggio 2012, il secondo giorno del sisma emiliano. La telefonata è delle 13.29, la scossa devastante, annota l'ordinanza era stata alle 9.03. Blasco e Valerio sono due indagati ritenuti tra gli organizzatori dell'associazione a delinquere di stampo mafioso.

Arrestato consigliere comunale FI Reggio Emilia -
Tra le persone fermate nell'ambito dell'operazione denominata "Aemilia" coordinata dalla Dda di Bologna ed eseguita dai carabinieri di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, figura anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani (Forza Italia).

Oltre 160 arresti - La maggior parte dei fermi, 117, è stata eseguita dalla procura distrettuale antimafia di Bologna nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l'aggravante di aver favorito l'attività dell'associazione mafiosa. Contestualmente, le procure di Catanzaro e Brescia - in inchieste collegate - hanno emesso altri 46 provvedimenti di fermo per gli stessi reati.
Imponente lo schieramento dei carabinieri impiegati, anche con l'ausilio di elicotteri, in arresti e perquisizioni. In Emilia, sottolineano gli investigatori, la 'ndrangheta ha assunto una nuova veste, colloquiando con gli imprenditori locali.

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