No Tav, 47 condanne per l'assalto al cantiere del 2011

Un momento degli scontri del 2011
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Si è concluso il maxiprocesso per gli scontri in Val di Susa. Pene per complessivi 145 anni. Il leader della protesta Perino: "Sentenza che sa più di vendetta che di giustizia". Soddisfazione dei legali di parte civile. Proteste in aula e in strada

Quarantasette condanne per un totale di circa 145 anni di carcere e sei assoluzioni. Si è chiuso così a Torino il maxi processo ai No Tav, accusati a vario titolo di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, per gli scontri del 27 giugno e 3 luglio 2011 in Valle di Susa. La sentenza è stata letta dal giudice Quinto Bosio nell'aula bunker delle Vallette. Le pene sono state comunque inferiori di quanto chiesto dai pubblici ministeri. La pena più alta è di 4 anni e 6 mesi.

Provvisionali per 150mila euro
- I giudici hanno inoltre previsto provvisionali per circa 150mila euro a favore delle parti civili. Poco meno della metà andrà al Ministero dell'Interno, mentre somme sono state accordate anche ai Ministeri della Difesa e dell'Economia. Tra le parti civili per cui sono state disposte provvisionali ci sono anche la società Ltf, i sindacati di Polizia e alcuni agenti rimasti feriti nel corso degli scontri.

Proteste in aula e in strada - Subito dopo la lettura del dispositivo gli imputati hanno cominciato a leggere una dichiarazione ma i giudici si sono allontanati senza ascoltare. Dal pubblico si è levato il grido "vergogna" poi i presenti hanno cominciato ad intonare la canzone "Bella Ciao". "Questo - ha urlato un imputato - è un processo politico. Non ci seppellirete con queste condanne". Un gruppo di attivisti ha inoltre improvvisato un blocco stradale sulla via che costeggia l'aula giudiziaria.

Alberto Perino: "Sa più di vendetta che di giustizia"
- Duro il giudizio degli avvocati difensori, che faranno appello, secondo cui si tratta di "una sentenza pesantissima". "Questa sentenza infligge condanne spropositate e riconosce provvisionali assurde in totale assenza di prove" sostiene Gianluca Vitale, uno dei legali degli imputati. "Si tratta - aggiunge Roberto Lamacchia, un altro dei legali, di una sentenza già scritta e immaginabile. L'entità delle pene non ha alcun senso". Secondo il leader del movimento No Tav Alberto Perino si tratta di una sentenza che "sa più di vendetta che di giustizia".

Avvocati di parte civile: "Condannate non le opinioni"
- Soddisfazione invece dagli avvocati di parte civile. "Non sono state condannate le opinioni, ma le manifestazioni di dissenso che hanno travalicato i confini del lecito" ha detto Anna Ronfani, legale di parte civile per Ltf, la società che si occupa della Torino -Lione. "Lo dimostra lo stesso dispositivo dei giudici, lungo e articolato. Per leggerlo ci è voluta un'ora. Significa che le singole posizioni degli imputati sono state vagliate con estrema cura e, evidentemente, con grande sforzo in camera di consiglio".

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