Allerta terrorismo in Vaticano. Alfano: minaccia non risulta

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"Non dobbiamo creare un eccesso di allarme, ma non esiste un Paese a rischio zero" dice il ministro dell'Interno a proposito delle voci secondo cui la Santa Sede sarebbe "il prossimo obiettivo dell'Isis". Il capo della Digos: "Nessun allarme specifico"

Nessuna minaccia specifica, ma una soglia di attenzione che, dopo gli attentati di Parigi, resta comunque altissima. E’ questa la risposta delle autorità italiane alle voci di un possibile attacco in Vaticano, che sarebbe stato indicato, da fonti dei servizi di intelligence statunitensi citate da media internazionali, come "il prossimo obiettivo dell'Isis".

Alfano: "No allarmismi, ma nessun paese è a rischio zero"
- "Nel sistema delle nostre relazioni con le autorità di sicurezza degli altri Paesi – fa  sapere il ministro dell’Interno Angelino Alfano - abbiamo ulteriormente verificato l'informazione ripresa da alcuni organi di informazione: a noi non risulta. Quello che invece risulta, e che purtroppo è evidente, è che il Vaticano è stato più volte citato ed evocato nei messaggi dell'autoproclamato Califfo e la bandiera nera sulla Cupola di San Pietro non è un segno difficile da interpretare e che io non leggo come solo simbolico". "Non dobbiamo creare un eccesso di allarme ma dobbiamo spiegare con grande chiarezza che non esiste oggi un Paese a rischio zero" ha aggiunto Alfano.

Parente (Digos): "Nessuna minaccia specifica" - Sulla stessa linea il capo della Digos di Roma, Diego Parente: "Non c'è traccia di un allarme specifico contro il Vaticano" ma resta comunque "un'allerta massima. Il servizio in Vaticano era già cospicuo e sostanzioso ed è stato rivisto come tutto il sistema di sicurezza della citta".

Padre Lombardi: "Non alimentare preoccupazioni" - Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, smentisce che il Vaticano abbia ricevuto "segnalazioni di rischi specifici da servizi di sicurezza di altri Paesi. Non è quindi il caso di alimentare preoccupazioni non motivate, che possono inutilmente turbare il clima di vita e di lavoro, e ciò anche nell'interesse dei tanti pellegrini e turisti che quotidianamente frequentano il Vaticano".

Gentiloni: "Reagire al terrore e alla barbarie"
- Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, chiarisce che "non ci sono minacce specifiche all'Italia ma c'è un contesto che deve suscitare preoccupazione per la dimensione generale" del fenomeno. Al terrore e alla barbarie dobbiamo reagire senza paura e senza rinunciare ai capisaldi della nostra civiltà. Dobbiamo reagire con l'unità delle istituzioni e del popolo italiano". (VIDEO)

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