Nei racconti dei superstiti, le ore di panico. VIDEO

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Sono partiti insieme, ma dopo l'incendio scoppiato a bordo della Norman Atlantic sono stati separati durante le operazioni di soccorso. C'è chi ricorda "la gente, il fumo, le esplosioni". E chi denuncia che "l'allarme è stato dato in ritardo". LE STORIE

"Ero a bordo della Norma Atlantic con tre colleghi. Non sono ancora riuscito a mettermi in contatto con loro. Speriamo". Queste le parole di uno dei naufraghi del traghetto che ha preso fuoco alle 4.30 di domenica 28 dicembre (foto - video - aggiornamenti). "Avevamo tre camion a bordo e tre autisti" dice a a Sky TG24. I tre colleghi sono stati soccorsi in momenti diversi e ora, che sono sani e salvi sulla terra ferma, cercano di mettersi in contatto tra di loro. L'obiettivo è sapere se stanno tutti bene (gli aggiornamenti).

Testimone: l'allarme dato in ritardo - Sono tanti i racconti dei naufraghi della Norman Atlantic. C'è chi aspetta di riabbracciare la mamma, ancora in viaggio sulla nave San Giorgio (video) e non riesce a togliersi dalla mente il ricordo del "fumo e il rumore delle esplosioni" che provenivano dal luogo dove è divampato l'incendio, e chi, come Hieron Urania, denuncia che "l'allarme è stato dato in ritardo, quando le fiamme avevano già raggiunto il bar".

Naufraghi a Brindisi - La donna, di nazionalità greca, si trova all'Hotel Nettuno di Brindisi insieme al marito e ad un'altra trentina di naufraghi. I coniugi erano diretti a Milano per trascorrere il Capodanno con i figli. "Per fortuna - racconta ai giornalisti - che noi passeggeri ci siamo aiutati, perché sul traghetto c'era tanta disorganizzazione. Per me - conclude - quella nave non era adeguata a trasportare passeggeri". Tutti i naufraghi ospiti dell'albergo brindisino stanno bene, ma in molti continuano a sottolineare l'inadeguatezza del traghetto e i ritardi nei soccorsi. "Siamo salvi, ma è stata la peggior esperienza della nostra vita".

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