Mafia Capitale, la Procura chiederà il 41 bis per Carminati

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La richiesta del carcere duro sarà formalizzata a breve. Intanto il prefetto di Roma Pecoraro ammette di aver incontrato Buzzi ma smentisce il via libera a una convenzione con la sua cooperativa: "Non infangate lavoro improbo dei miei collaboratori"

Carcere duro per Massimo Carminati. E' quanto chiederà la procura di Roma al ministro della Giustizia, formalizzando la richiesta del 41 bis per l'ex estremista dei Nar, agli arresti nell'inchiesta di Mafia capitale. Carminati, dalla procura, è considerato il capo dell'associazione di stampo mafioso che a Roma faceva affari con imprenditori collusi, amministratori locali e dirigenti di aziende municipalizzate. L'uomo, agli arresti, è attualmente detenuto nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo, in provincia di Udine.

Il presunto via libera della prefettura - Intanto, sempre sul fronte dell'indagine si registra la dura presa di posizione da parte del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. "Oggi sono state scritte inesattezze se non addirittura articoli di stampa al limite della diffamazione", dice riferendosi ad alcuni articoli del Messaggero e del Corriere della Sera che lo tirano in ballo pubblicando una lettera con un "via libera ad una convenzione con la cooperativa Buzzi per l'arrivo dei profughi a Castelnuovo di Porto" (l'intervista a Fiorenza Sarzanini).
"La prefettura di Roma - si legge in uno degli articoli - diede il via libera alla stipula di una convenzione con la cooperativa di Salvatore Buzzi per la gestione dell'emergenza legata all'arrivo dei profughi a Castelnuovo di Porto, paesino alle porte della capitale. Un documento datato 18 marzo 2014 - allegato agli atti dell'inchiesta sull'organizzazione mafiosa guidata, secondo i magistrati, dallo stesso Buzzi e dall'ex estremista dei Nar Massimo Carminati - sembra smentire - continua l'articolo - la versione ufficiale fornita dal prefetto Giuseppe Pecoraro che aveva detto subito, e poi ribadito di fronte alla commissione parlamentare Antimafia, di aver rifiutato la proposta di Buzzi". Secondo i due quotidiani "dimostra che subito dopo l'incontro avvenuto a Palazzo Valentini fu avviata la procedura per inviare i migranti nella struttura di accoglienza situata a Borgo del Grillo"

"A marzo Buzzi non sapevo neanche chi fosse" - Una ricostruzione nettamente smentita da Pecoraro: "A Buzzi dissi no. Voglio difendere l'operato dell'ufficio immigrazione della prefettura che ha fatto un lavoro improbo". "Le lettere sono state inviate a tutti i sindaci e a tutti gli enti con posti disponibili o del consiglio territoriale per l'immigrazione, tra cui compare anche la 29 giugno", aggiunge il prefetto prima di spiegare che "a marzo Buzzi non sapevo neanche chi fosse. L'ho ricevuto sulla base del rispetto che ho per la persona che me l'ha mandato", facendo successivamente riferimento "all'ex sottosegretario Gianni Letta". "A Buzzi avevo già anticipato che, essendoci già il Cara, Castelnuovo di Porto non era in grado di ricevere altri migranti. Il mio no era assolutamente motivato, non c'era nulla che potesse farmi cambiare idea".

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