Arrestati 14 neofascisti: preparavano attentati a magistrati

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Il gruppo organizzava atti di violenza contro pm, ministri e forze dell'ordine. Le intercettazioni: "Vanno colpite banche, prefetture, questure, uffici di Equitalia ma con i dipendenti dentro. Il pm: "Volevano agire prima di Natale"

Blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros: 14 gli arresti in varie regioni italiane su disposizione della magistratura dell'Aquila nei confronti di un gruppo clandestino che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento neofascista "Ordine Nuovo", progettava azioni violente contro le istituzioni e attentati anche contro ministri, magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine (FOTO). "Volevano colpire prima di Natale", ha detto a Sky TG24 Fausto Cardella, procuratore capo dell'Aquila (VIDEO).

Il piano: prima gli attentati, poi le elezioni - Stando agli atti del procedimento, gli arrestati ipotizzavano "forti azioni nei confronti di esponenti dello Stato (ministri della Repubblica, rappresentanti delle Forze dell'Ordine o magistrati). Il piano era "basato su un doppio binario": "da un lato atti destabilizzanti da compiersi su tutto il territorio nazionale e dall'altro un'opera di capillare intromissione nei posti di potere, tramite regolari elezioni popolari con la presentazione di un loro "nuovo" partito".

Le intercettazioni -
"Vanno colpite banche, prefetture, questure, uffici di Equitalia ma con i dipendenti dentro...è arrivato il momento di farlo", si sente in una delle intercettazioni (AUDIO).

I reati contestati - Nell'ordinanza di custodia cautelare si contestano i reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico ed associazione finalizzata all'incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Tra armi e social network: le azioni del gruppo -
Contestualmente agli arresti anche perquisizioni a carico di altri 31 indagati. Al centro delle indagini del Ros, riferiscono gli investigatori, un gruppo che aveva messo in cantiere azioni violente nei confronti di "obiettivi istituzionali", allo stato non meglio precisati, utilizzando i social network come "strumenti di propaganda eversiva". I carabinieri hanno anche documentato i ripetuti tentativi degli indagati di reperire armi, tramite una rapina già pianificata o mediante approvvigionamenti all'estero.

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