Alluvionati, nessun rinvio: tasse da pagare entro il 22

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Beffa a Genova: i cittadini colpiti da calamità dovranno versare prima di Natale i contributi di Iva, Irpef, Irap, Ires. "Io non so se li ho i soldi", dice un ristoratore a Sky TG24. "A nessuno interessa ciò che passiamo noi" si sfoga una commerciante

"Non mi aspettavo nessuna proroga. Sapevo che sarebbe finita così, era già successo dopo l'alluvione del 2011" dice un commerciante genovese a Sky TG24. Rabbia mista a rassegnazione. E' questo il sentimento che prevale in questi giorni tra gli alluvionati della Liguria (il disastro del 9-10 ottobre 2014 - la mappa della tragedia - lo speciale dissesto idrogeologico) che devono pagare entro il 22 dicembre, in un'unica soluzione, Iva, Irpef, Irap, Ires.

Alluvionati, tasse da pagare entro il 22 dicembre - Il Ministero dell'Economia, che il 20 ottobre scorso aveva previsto la sospensione dei versamenti tributari nei comuni colpiti dal maltempo (Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Foggia) non ha infatti previsto ulteriori proroghe. Le tasse vanno versate.
Si salvano invece le imposte di competenza del Comune di Genova: Imu e Tasi (per gli immobili), Tari (per i rifiuti) e Cosap (per l'occupazione del suolo). Su queste la giunta ha infatti prolungato fino al 28 febbraio il rinvio del pagamento, la cui scadenza era il  31 dicembre 2014.

Il ristoratore: ho riaperto grazie all'aiuto della gente  - "Io non so neanche se li ho i soldi per pagare" afferma Alessandro, gestore di una trattoria a pochi passi dal Bisagno. Dopo l'alluvione ha dovuto tenere il locale chiuso per due mesi, poi ha riaperto solo grazie all'aiuto di persone comuni. "E poi dicono che i genovesi sono tirchi - afferma il gestore - Senza di loro non ce l'avrei fatta. Sennò, 15 mila euro per rimettere a posto la cucina chi li tirava fuori? Renzi? O Doria?". Il sindaco, aggiunge, "non si è fatto vedere. La Vincenzi (ex primo cittadino di Genovsa), almeno, ci aveva messo la faccia". VIDEO


Anna e Bruno e il negozio di antiquariato - "Non c'è niente da fare - aggiunge Anna che, insieme a Bruno, gestisce un negozio di antichità - o paghi, o paghi". E aggiunge: "E' una vergogna! Il discorso è semplice: a loro (alle istituzioni, ndr) non interessa nulla di quello che passiamo noi". Il negozio ha subito danni ingenti, spiegano. Non c'erano nemmeno più nemmeno le porte, trasportate via dalla furia dell'acqua. "E' la terza alluvione che subiscono - spiega Bruno - Ma se le cose non si sistemano, tra 6 mesi, tra 1 anno, si ripeterà sempre la stessa cosa". VIDEO


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