Omicidio Loris, il gip: "La madre ha un'indole violenta"

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Per il giudice, che ha convalidato il fermo di Veronica Panarello, la donna ha mentito ostinatamente. Quattro gli elementi su cui si basa l'accusa. Procura: escluso abuso sessuale. Lei dal carcere: "Non ho ucciso mio figlio. La famiglia non mi abbandoni"

La mamma del piccolo Loris, Veronica Panarello, è stata informata oggi dal suo difensore, l'avvocato Francesco Villardita, delle decisioni del gip di Ragusa, che ieri ha convalidato il suo fermo per l'omicidio e l'occultamento di cadavere del figlioletto di 8 anni. Nell'ordinanza, il gip Claudio Maggioni dipinge Veronica come una donna dall'indole "violenta e malvagia" che ha ucciso con "l'evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze".
Prima di entrare in carcere, l'avvocato della donna ha affermato: "Se è stata la signora le parole durissime usate dal Gip sono parole corrette. Se ci sono prove schiaccianti io penso che una madre se è sana di mente non può compiere un crimine così efferato" (VIDEO). Il legale ha poi reso noto che ci sono dieci giorni di tempo per decidere se fare ricorso al Tribunale del Riesame e per avere, inoltre, la possibilità di visionare i filmati che - a suo dire - sino a oggi non ha avuto mai la possibilità di esaminare.

La mamma: "Sono innocente" - "Non ho ucciso Loris. Sono sotto attacco mediatico e anche la famiglia non mi crede. Ai miei cari dico: non mi abbandonate". Lo avrebbe detto Veronica Panarello dopo avere appreso la decisione del Gip, come ha riferito il suo avvocato (VIDEO).

Il Gip: “Una donna che ha mentito ostinatamente” – Per il Gip, la mamma di Loris ha "mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio a scuola il 29 novembre scorso, come si evince chiaramente dalle immagini". E, per il Gip, vista "l'incompatibilità" tra le sue affermazioni e i "dati oggettivi delle immagini riprese dalle videocamere, non si posso ritenere attendibili le sue dichiarazioni".

“Pericolo di fuga e rischio che commetta altri delitti” - Il gip, che motiva l'emissione della ordinanza cautelare con il fondato pericolo di fuga, l'estrema gravità del reato e il rischio che la madre di Loris possa "commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede", mette in luce quella che ritiene la "cinica condotta tenuta" da Veronica Panarello e sottolinea come, di fronte a un omicidio così efferato, non assuma rilevanza l'assenza di elementi che indichino un chiaro movente.

Procura: esclusa qualsiasi traccia di abuso sessuale - "Al fine di scongiurare un'empatizzazione tragica di una vicenda già di per se' molto dolorosa", la Procura di Ragusa ritiene "utile precisare che l'esito degli esami istologici effettuati sul corpo ha escluso qualsivoglia traccia anche labile, recente o risalente, di abuso sessuale" nei confronti di Loris. Lo precisano il procuratore Carmelo Petralia ed il sostituto Marco Rota.
E sul movente: "Il fragile quadro psicologico della donna non disgiunto da un vissuto personale di profondo disagio nei rapporti con la famiglia d'origine è una possibile concausa della determinazione omicida" di Veronica Panarello.

Quattro i punti principali su cui si costruisce l'accusa - Sono quattro gli elementi principali posti dall'accusa: il pedinamento elettronico (dalle telecamere emerge che la donna sia passata per ben due volte in prossimità del luogo dove poi è stato ritrovato il corpo del bimbo), i tempi che coincidono (gli spostamenti avvengono in un arco temporale compatibile sia con l’ora del decesso sia con l’azione di occultamento del cadavere),  l'assoluta inconciliabilità di tali obiettive risultanze con le dichiarazioni rese più volte dalla donna, la “compatibilità del mezzo che ha cagionato la morte, per dimensione e forma, con le fascette stringicavo presenti nell'abitazione della Panarello e consegnate dalla stesa donna, con implausibile giustificazione ed anomala tempistica, alle maestre di Loris"

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