Mafia Capitale, Carminati e altri quattro restano in carcere

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La decisione del Riesame, che ha confermato l'aggravante mafiosa per l'ex Nar. Il sindaco Marino ha firmato l’atto con cui il Campidoglio si costituirà parte offesa nel processo. Nuovi dettagli sull'inchiesta: appalto a Buzzi anche per piste ciclabili

Restano in carcere, e rimane confermata l'aggravante mafiosa per Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Roberto Lacopo e Fabrizio Franco Testa. Lo ha deciso il tribunale del Riesame che ha rigettato le richieste avanzate dai difensori.
Confermato il carcere anche per Emilio Gammuto, accusato di corruzione aggravata, mentre Raffaele Bracci, accusato di usura, è andato ai domiciliari su decisione del gip Flavia Costantini. I legali di Carminati hanno annunciato ricorso in Cassazione.
Intanto, il Comune di Roma ha deciso che si costituirà parte offesa nel processo su Mafia Capitale. Mentre proseguono le indagini ed emergono nuovi dettagli, il sindaco Ignazio Marino ha infatti firmato l’atto con cui formalizza la decisione presa dalla sua amministrazione. Una scelta, spiega il Campidoglio, dovuta al fatto che il reato contestato “impedisce al Comune di esprimere la sua funzione”.

Il M5S torna a chiedere le dimissioni del sindaco e incontra il Prefetto che, secondo quanto riferito dagli esponenti 5Stelle “non esclude lo scioglimento”. Forza Italia minaccia le dimissioni di massa e invita le altre forze politiche a fare altrettanto.
E mentre la polemica politica continua a tenere banco, non si ferma l’inchiesta della Procura di Roma (TUTTI I VIDEO - LE FOTO), guidata da Giuseppe Pignatone (che in audizione all’Antimafia ha tra l’altro dichiarato che presto seguiranno altre operazioni come quella che ha portato all’arresto di Carminati e sodali).

Buzzi e l’sms di Capodanno - Fa discutere un sms svelato dal Corriere della Sera con cui Salvatore Buzzi, braccio destro di Carminati, si rivolge ad Angelo Scozzafava, direttore del dipartimento Promozione dei servizi sociali e della salute del Campidoglio, per gli auguri di Capodanno (siamo nel 2013): “Speriamo che il 2013 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale” (gli errori di ortografia sono originali, ndr).

L’appalto per la cooperativa di Buzzi - Da un’informativa dei Ros emerge poi che nell'estate del 2013 la cooperativa guidata da Buzzi ottenne un appalto da 800 mila euro per la manutenzione delle piste ciclabili della città. Per questa operazione un ruolo fondamentale sarebbe stato svolto, secondo gli inquirenti, da Claudio Turella, funzionario del Comune e ritenuto dagli inquirenti colui che "garantiva al sodalizio continuità tra le diverse Giunte capitoline, consentendogli di esercitare pertanto le proprie influenze, indipendentemente dall'area politica al potere".
Buzzi, arrestato in seguito all’inchiesta, è stato intanto trasferito nel carcere nuorese di Badu 'e Carros. Per ora è l'unico esponente dell'inchiesta portato in Sardegna e la scelta di Nuoro è stata dettata probabilmente dall'esigenza di tenerlo lontano dai luoghi nevralgici dell'inchiesta.

Pm indagano su pestaggio sottufficiale Gdf - Emergono anche altri dettagli sull'inchiesta. I pm hanno avviato accertamenti relativi ad un pestaggio, nell'aprile scorso, di un sottufficiale della Guardia di Finanza di Cisterna di Latina quando il militare stata svolgendo indagini su una società pontina che aveva avuto rapporti con la cooperativa di Salvatore Buzzi. Il sottufficiale è stato ascoltato nei giorni scorsi ribadendo agli inquirenti romani di avere ricevuto anche delle minacce prima del pestaggio. Il verbale è stato depositato dalla Procura al tribunale del Riesame. Per questa vicenda vennero fermati due albanesi e messi sotto indagine anche due italiani.

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