Mafia Roma, Marino: criminalità nasce in destra Alemanno

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Il sindaco di Roma consegna documenti in Procura e viene ricevuto dal procuratore Pignatone. Il legale di Buzzi a Sky TG24: "Il mio assistito è basito, si tratta di una costruzione enorme". Slitta a venerdì 12 il Cdm sui provvedimenti anticorruzione

"Ci sarà qualcuno che nel nostro partito ha sbagliato, ma l'impianto criminale nasce nella destra di Alemanno. Lo vogliamo dire o no?". Queste le parole del sindaco di Roma Ignazio Marino all'iniziativa del Pd 'Con i cittadini, con Roma. Nel mondo reale' a cui partecipa anche il commissario cittadino Matteo Orfini. "Continueremo con il nostro lavoro di pulizia" aggiunge il primo cittadino a proposito dell'inchiesta "Mafia Capitale", la bufera giudiziaria che si è abbattuta su esponenti del Campidoglio. Uno scandalo al quale Renzi risponde convocando un Cdm con nuove misure sulla corruzione, che porteranno da 4 a 6 anni la condanna minima. Consiglio dei ministri che, inizialmente previsto giovedì, è slittato a venerdì 12. (L'Italia e la corruzione  -  INFOGRAFICA).

Marino consegna documenti a pm - Intanto, Ignazio Marino ha consegnato al procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, alcuni documenti ritenuti utili alle indagini sulla presunta organizzazione di stampo mafioso, che ha portato a 37 arresti e all'iscrizione nel registro degli indagati di 100 persone tra politici e funzionari. (TUTTI I VIDEO).

Procura al lavoro -
Già nei mesi scorsi il sindaco di Roma è stato ricevuto a piazzale Clodio più di una volta per rappresentare una serie di esposti che hanno riguardato i ritardi nella consegna dei lavori sulla metro C, i presunti illeciti compiuti in alcune aziende municipalizzate e la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, dopo la chiusura della discarica di Malagrotta e gli arresti del patron Manlio Cerroni e dei suoi più stretti collaboratori. La Procura, inoltre, sta indagando sul furto di un pc avvenuto in un ufficio del Servizio Giardini del Campidoglio: gli investigatori vogliono accertare se il furto abbia un legame con l'indagine sull'attività del sodalizio di stampo mafioso che gravitava attorno alla figura dell'ex Nar Massimo Carminati.

Carminati: Pignatore butta all'aria Roma -
Lo stesso Carminati in una conversazione del 27 gennaio 2012, intercettata mentre era in auto in compagnia di un amico affermava che il procuratore Giuseppe Pignatone
"avrebbe buttato all'aria Roma", perché "era uno che non giocava". Nel corso di questa conversazione, citata in una richiesta al gip di proroga delle intercettazioni, Carminati diceva che "Pignatone in Calabria ha cappottato tutto" e che è uno che "non si fa ingloba' dalla politica".
E prosegue l'inchiesta con gli ultimi interrogatori. Da giovedì si passa al Riesame dove i legali chiederanno la revoca dell'arresto e, soprattutto, si opporranno all'accusa di associazione mafiosa.

L'avvocato di Buzzi: "Una costruzione enorme" - Tesi, questa, sostenuta anche dall'avvocato di Salvatore Buzzi, tra i personaggi chiave dell'inchiesta sulla mafia a Roma, che a Sky TG24 dice: "Il mio assistito è basito, stupito perché è stata una costruzione enorme. Era il capitano di questa cooperativa che ha dato lavoro a tantissimi giovani ex detenuti. Dire che, nell’attività che ha fatto, ci siano i segni di un’attività mafiosa ritengo sia assolutamente inesistente’’.

Poletti: "Questa storia mi fa star male" - Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha risposto invece alle domande dei giornalisti sulle vicende relative alla cooperativa 29 giugno e alle ipotesi di sue dimissioni: “Mi sono comportato come un presidente della Lega delle cooperative doveva fare". “Questa vicenda mi fa star male, ma sono assolutamente tranquillo”, ha aggiunto.




Roberti: "Corruzione componente metodo mafioso"
- A Sky TG24 ha parlato anche il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti: “Credo che si dovrebbe cominciare a pensar auna riconfigurazione del 416 bis che preveda la corruzione come componente importante del metodo mafioso”.

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