Loris, l'auto della madre vicino al luogo del ritrovamento

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La vettura sarebbe stata ripresa a 50 metri dalla strada per il Mulino Vecchio, il luogo in cui è stato scopero il corpo del bambino. Le fascette elettriche che la mamma ha dato alle maestre sarebbero compatibili con l'arma del delitto

Le indagini sulla morte di Loris continuano a concentrarsi sulla mamma della vittima. La ricostruzione della mattina dell'omicidio, avvenuto il 29 novembre, presenta ancora diverse zone d'ombra. Nel racconto della donna, infatti, ci sarebbe un buco di 15 minuti e le telecamere nei pressi della scuola non hanno registrato alcuna immagine della sua vettura nell'orario indicato, mentre un'altra telecamera avrebbe ripreso l'automobile (o una simile ad essa) a circa 50 metri da dove è stato ritrovato il corpo del bambino.

Auto della madre di Loris forse sulla strada del Mulino Vecchio - Stando infatti a un rapporto di polizia e carabinieri, rivelato dall'Agenzia Ansa, il piccolo Loris non sarebbe mai arrivato a scuola la mattina della sua scomparsa, ma sarebbe tornato a casa alle 8.32, subito dopo esserne uscito. Diciasette minuti dopo sarebbe rientrata la madre, che sarebbe rimasta in casa per 36 minuti, fino alle 9.25 circa. Sempre stando a quanto scritto in questo rapporto, la macchina della madre di Loris (o almeno una molto simile) sarebbe transitata a 50 metri dalla strada che porta a Mulino Vecchio, il luogo dove è stato trovato il corpo del bambino scomparso. Sono gli ultimi elementi che emergono dall'indagine sull'omicidio del bimbo di 8 anni, scomparso un sabato mattina e ritrovato morto qualche ora dopo in un canalone di corso contrada Mulino Vecchio di S.Croce Camerina.

Le fascette elettriche corrispondono con l'arma del delitto - Ai dubbi, al mistero, al giallo delle ore che hanno preceduto la morte della piccola vittima si aggiunge poi un altro particolare: le fascette consegnate dalla mamma di Loris alle maestre sarebbero compatibili con quella usata per uccidere il bimbo. Ma per avere un riscontro definitivo occorreranno giorni. (TUTTI I VIDEO SUL CASO). 
Intanto, però, la preside dell'istituto esclude categoricamente che nella sua scuola sia mai stato fatto uso o chiesto di portare quel tipo di materiale (video):



"Secondo quanto mi hanno raccontato le maestre, la mamma di Loris quando sono andate a trovarla per farle le condoglianze ha consegnato loro delle fascette per farle vedere" perché avrebbero fatto parte di un lavoro non concluso a scuola. A dirlo è la preside della Falcone-Borsellino di Santa Croce Camerina, Giovanna Campo. A proposito di alcuni ricostruzioni, ha anche escluso "che a scuola siano state chieste fascette: sono oggetti pericolosi" e "nessuno ne ha portate in aula, se non di nascosto".

Le incongruenze - E a distanza di quasi una settimana, sono ancora in corso verifiche sugli spostamenti della madre della vittima. La donna ha raccontato di essere transitata da via Giacomo Matteotti, nei pressi della scuola elementare "Falcone e Borsellino" e di aver lasciato il figlio a poche decine di metri dall'ingresso. Ma tra le 8.30, l'orario in cui esce di casa e le 8.40 - l'orario in cui un'altra telecamera riprende l'auto nei pressi della ludoteca dove verrà lasciato il figlio più piccolo - non c'è traccia del passaggio della sua auto, nelle immagini registrate dalla telecamera comunale all'incrocio tra via Matteotti e piazza Unità d'Italia. Un punto dove la donna ha sostenuto di essere passata.

Buco di 15 minuti in racconto madre - Dai video in possesso degli investigatori emergerebbe inoltre che la donna esce di casa attorno alle 9.15-9.20 per raggiungere il castello di Donnafugata e partecipare a un corso di cucina. Per raggiungere la tenuta si impiegano tra i 15 e i 20 minuti, ad un'andatura normale, come hanno verificato gli stessi investigatori. La donna, dunque, sarebbe dovuta arrivare a destinazione non più tardi delle 9.40. Ma, stando alla testimonianza di un partecipante al corso, sarebbe arrivata alle 9.55.

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