Mafia e politica: 37 arresti a Roma. Indagato Alemanno

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L'ex sindaco, sotto indagine nell'inchiesta sui rapporti tra criminalità e affari nella Capitale, si dice "estraneo ai fatti". 100 inquisiti. Si dimettono l'assessore alla casa e il presidente del consiglio comunale. In manette l'ex Nar Carminati

Un centinaio di persone, tra i quali anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, sono indagate nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma su un'organizzazione di stampo mafioso. Gli arrestati sono 37 (29 in carcere e 8 ai domiciliari): in manette anche l'ex ad dell'Ente Eur, Riccardo Mancini e l'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati. Secondo i pm romani, Riccardo Mancini e l'ex amministratore di Ama, Franco Panzironi, rappresentano "pubblici ufficiali a libro paga che forniscono all'organizzazione uno stabile contributo per l'aggiudicazione degli appalti" (le parole del Procuratore Pignatone).
Tra i 100 indagati nella maxi inchiesta compare anche il nome di Daniele Ozzimo (Pd), assessore alla casa del Comune di Roma, che si è dimesso. "Sono estraneo ai fatti ma per senso di responsabilità rimetto il mio mandato", ha dichiarato.  Fa lo stesso il il presidente dell'Assemblea capitolina Mirko Coratti (Pd). Indagati anche i consiglieri regionali Eugenio Patanò (Pd) e Luca Gramazio (Pdl-Fi).

Alemanno indagato per associazione di stampo mafioso - Alemanno, invece è indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso ed è stato oggetto di una perquisizione della sua abitazione da parte dei carabinieri del Ros.
"Chi mi conosce - dice in un comunicato, ripreso su Twitter - sa bene che organizzazioni mafiose e criminali di ogni genere io le ho sempre combattute a viso aperto e senza indulgenza. Dimostrerò la mia totale estraneità".

Pignatone: "Uomini vicini ad Alemanno componenti dell'organizzazione"
- Per il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, "alcuni uomini vicini all'ex sindaco Alemanno sono componenti a pieno titolo dell'organizzazione mafiosa e protagonisti di episodi di corruzione. Con la nuova amministrazione il rapporto è cambiato ma Carminati e Buzzi erano tranquilli chiunque vincesse le elezioni".
I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere di tipo mafioso all'estorsione, dall'usura alla corruzione, dalla turbativa d'asta alle false fatturazioni, al trasferimento fraudolento di valori e al riciclaggio.

Infiltrazioni criminali nel tessuto politico e imprenditoriale - Al centro delle indagini ci sono le infiltrazioni dell'organizzazione che farebbe capo a Carminati nel tessuto imprenditoriale, politico ed istituzionale della città, attraverso un ramificato sistema corruttivo finalizzato ad ottenere l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza degli immigrati.

Perquisizioni al Campidoglio e in Regione - Perquisizioni sono avvenute alla Regione Lazio e in Campidoglio. I carabinieri del Ros hanno acquisito documenti presso gli uffici della Presidenza dell'Assemblea Capitolina e presso alcune commissioni della Regione Lazio. Disposto anche il sequestro di beni riconducibili agli indagati, emesso dal tribunale di Roma, per un valore di oltre 200 milioni di euro.

Alfano: "Inchiesta solida, chiudere le municipalizzate fonte di corruzione" - "Ho grande stima e considerazione per il procuratore capo di Roma che ha grande spessore competenza equilibrio, quindi sono convinto della solidità dell'inchiesta" commenta il ministro dell'Interno Angelino Alfano ministro dell'Interno a "Di martedì" su La7. "Su persone che conosco, come Alemanno, mi auguro riesca a dimostrare la sua estraneità così come ha detto" osserva Alfano. E aggiunge: "Con tutte queste municipalizzate si mangia troppo... bisogna chiuderle, sono fonte di clientelismo, spreco e spesso corruzione".

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