Yara Gambirasio, quattro anni fa la scomparsa

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Il corpo della tredicenne fu ritrovato tre mesi dopo in un campo. Le lunghe indagini hanno portato nel giugno scorso all'arresto di Massimo Bossetti. E' accusato di avere ucciso la ragazza "con crudeltà" ma ha sempre detto di essere innocente

A quattro anni dalla scomparsa di Yara Gambirasio Brembate di Sopra (Bergamo) ricorda la 13enne e la famiglia sceglie quella discrezione e quel silenzio che da sempre li hanno accompagnati (TUTTE LE FOTO - I VIDEO).

Dalla scomparsa all'arresto - E' il 26 novembre 2010 quando Yara esce dalla palestra e di lei si perdono le tracce. Tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, mamma Maura e papà Fulvio devono smettere di sperare: il corpo della loro bambina viene trovato in un campo abbandonato a Chignolo d'Isola. Ci vorranno oltre tre anni di indagini, migliaia di prelievi di Dna, per arrivare a identificare la traccia biologica sui leggings e sugli slip della vittima: 'Ignoto 1', il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, morto nel 1999, è Massimo Giuseppe Bossetti arrestato il 16 giugno scorso con l'accusa di aver ucciso "con crudeltà” Yara. Sarà il ministro dell'Interno Angelino Alfano ad annunciare le manette per il presunto colpevole di un'indagine al contrario: prima la prova regina del Dna (un elemento tutto ancora da accertare per la difesa) e poi l'indagato.

Le prove contro Bossetti -
Contro il 44enne operaio edile, oltre alla traccia biologica, c'è la calce trovata nei polmoni della 13enne compatibile con il lavoro dell'indagato, i tabulati telefoni che collocano nello stesso posto la vittima e il presunto carnefice nel momento del delitto. La condotta di Bossetti, scrive il giudice delle indagini preliminari che conferma il carcere, è "particolarmente riprovevole per la gratuità e superfluità dei patimenti cagionati alla vittima, con un'azione efferata, rivelatrice di un'indole malvagia e priva del più elementare senso di umana pietà".

La difesa - Elementi a cui la difesa di Bossetti si oppone, mentre il 44enne replica ribadendo la propria innocenza: "Non posso confessare ciò che non ho fatto", ripete nei diversi interrogatori, prima della recente scelta di non rispondere al pm per evitare eventuali strumentalizzazioni e in attesa delle ultime indagini in dirittura d'arrivo. Mancano le ultime relazioni sui mezzi sequestrati, sui computer e sui cellulari del muratore da cui, secondo indiscrezioni, non sarebbe emerso molto.

Le prossime tappe - Dal 28 ottobre scorso Bossetti non è più in regime di isolamento e divide la sua cella nella sezione 'protetti' (riservata ai detenuti accusati di particolari reati, ndr) del carcere di Bergamo. Non è stata ancora fissata la data del ricorso in Cassazione avanzato dai legali contro la decisione del Tribunale della libertà di Brescia di negare la scarcerazione. La procura, invece, ha tempo fino al 15 dicembre per poter chiedere il giudizio immediato nei confronti dell'indagato.

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