Cyberbullismo, un adolescente su tre ne è vittima

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Il fenomeno, in forte crescita negli ultimi anni, è stato oggetto di una ricerca della Società italiana di Pediatria. Solo il 15% di chi subisce violenze online ne parla con i genitori. La polizia: "Ricordare che la rete un'opportunità e non un pericolo"

Un adolescente su tre (31% dei tredicenni maschi e il 35% delle femmine) ha subito, una o più volte nella propria vita, atti di cyberbullismo e ben il 56% dichiara di avere amici che li hanno subiti. La fotografia del cyberbullismo che colpisce i giovani italiani è stata scattata dalla Polizia di Stato e dalla Società italiana di pediatria che, in vista della prossima Giornata mondiale dell'infanzia e dell'adolescenza (che si celebrerà giovedì), hanno presentato una serie di dati, un vademecum per l'utilizzo sicuro di internet rivolto a genitori e insegnanti e un Protocollo d'intesa per il coinvolgimento dei pediatri nella prevenzione del cyberbullismo nell'ambito dell'incontro "Bambini sicuri, dalla strada alla rete".

L'85% delle vittime non ne parla con i genitori
- Il 37,3% dei ragazzi intervistati considera il cyberbullismo più grave di quello tradizionale e il 53,7% pensa sia più frequente. Le modalità prevalenti con cui si compiono atti di bullismo online sono insulti, persecuzioni e minacce sui social network (39,4%), seguite da chat (38,9%), sms (29,8%), invio o pubblicazione di foto o video (15%) e creazione di profili falsi su Facebook (12,1%). Eppure, hanno sottolineato gli esperti, l'85% delle vittime non ne parla con gli adulti che, di conseguenza, non vengono a conoscenza del fatto che i propri figli o alunni è vittima di cyberbullismo.

Solo il 3,2% delle vittime ha sporto denuncia - Il comportamento prevalente, infatti, è quello di "difendersi da soli": solo il 16,8% dei ragazzi dice di averne parlato con un adulto, il 14,2% ne ha parlato con un amico, l'11,7% ha subito senza far niente e solo il 3,2% ha denunciato, insieme ai genitori, alla Polizia di Stato. Lo scostamento tra intento teorico e comportamento effettivo, hanno aggiunto gli esperti, è stato sempre osservato anche nel bullismo tradizionale, ma è molto più significativo nel cyberbullismo.

Cyberbullismo ha conseguenze negative su salute e crescita - "Di fronte al quadro di solitudine in cui si trovano le vittime di cyberbullismo - ha affermato il presidente della Società italiana di pediatria, Giovanni Corsello - occorre rafforzare gli strumenti a loro sostegno, favorire il dialogo, l'apertura e la fiducia verso gli adulti, anche con interventi di prevenzione nelle scuole che coinvolgano non solo le vittime e i carnefici, ma anche gli spettatori passivi. Non dobbiamo trascurare che - ha sottolineato Corsello - il cyberbullismo ha conseguenze negative sulla salute delle vittime, tra le quali sindromi depressive, ansia, sintomi somatici, disturbi del sonno, maggiore propensione all'uso delle droghe e comportamenti devianti.

Polizia: "Rendere la rete un'opportunità e non un pericolo"
- I pediatri - ha proseguito Giovanni Corsello - che rappresentano una figura di riferimento per il bambino e l'adolescente, dovrebbero anche intercettare e riconoscere i segnali di disagio dell'adolescente che potrebbe essere vittima di cyberbullismo, ma è necessario rafforzare la formazione in questo ambito". "Il protocollo firmato oggi con la Società italiana di pediatria - ha osservato Roberto Sgalla, direttore Centrale per la Polizia Stradale, ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato - rappresenta un importante passo per la creazione di un modello di formazione e informazione a cui ci siamo sempre ispirati per rendere la 'rete' un'opportunità  e non un pericolo sia per le famiglie, sia per i nostri ragazzi sempre più proiettati nel mondo online".

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