Food Sharing, app e siti contro lo spreco di cibo

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Frigoriferi condivisi, alimenti in vendita last minute, recupero di provviste destinate a finire nella spazzatura. Si moltiplicano le applicazioni Made in Italy per smartphone e le piattaforme web per stimolare pratiche di consumo responsabile

“Nutrire il pianeta” è il tema scelto per l’imminente Expo 2015 di Milano. Un obiettivo non facile che si potrebbe raggiungere cominciando col combattere la piaga dello spreco di cibo. Con questo scopo, sono nate negli ultimi mesi una serie di app e piattaforme web, tutte Made in Italy, che promuovono pratiche concrete di food sharing, condivisione di cibo altrimenti destinato ad essere buttato. Secondo i dati FAO, ogni anno nel mondo vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa un terzo del totale prodotto per il consumo. L’Italia fa la sua parte: l’Eurostat stima in 108 kg la quantità di cibo pro capite che va direttamente dal frigo (o dal piatto) alla pattumiera. La cattiva gestione costa a ogni italiano 500 euro annuali di alimenti non consumati. Il rapporto 2014 di “Waste Watcher – Knowledge for Expo” quantifica in oltre 8 miliardi di euro il tesoro alimentare che finisce ogni anno nel cestino, secondo i dati FAO questa cifra arriva a 13 miliardi. La media nostrana è più bassa di quella europea ma si può e si deve fare ancora meglio. Per questo motivo stanno iniziando a diffondersi anche nel nostro Paese gli strumenti per azzerare gli sprechi.  

Breading, la app che salva il pane - Il progetto più recente si chiama Breading. È una app, lanciata in versione beta il 20 ottobre, creata da un team di sei giovani lombardi. Scaricabile gratuitamente per iOS e Android, combatte lo spreco di pane che a fine giornata va buttato. Ogni giorno 46 mila kg di panini finiscono nei cassonetti, per un valore di 430 milioni di euro l’anno. La app è rivolta soprattutto a fornai, panettieri e bar che possono segnalare il quantitativo di invenduto. Dall’altra parte del network, grazie alla geolocalizzazione, le associazioni di carità più vicine possono prenotarsi per andare a ritirarlo di persona. L’idea ha vinto la StartUp Live di Bergamo e i primi test sul campo, realizzati nel quartiere Lambrate di Milano, hanno dato ottimi risultati al punto da attirare l’attenzione del viceministro per le politiche agricole Andrea Olivero, che vorrebbe usarla in ottica Expo e ha proposto la possibilità di benefici fiscali per i panettieri che aderiranno all’iniziativa. Intanto, il sito di Breading Foundation è online e permette le pre-iscrizioni per usare l’app. “Abbiamo riscontrato una disponibilità incredibile da parte degli esercenti di tutta Italia”, spiega il team di Breading a SkyTG24.it. “Possiamo aiutare sei milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà assoluta”.

Bring The Food, il cibo per i bisognosi - Qualcosa di simile fa BringTheFood, una app per Android sviluppata da Aaron Ciaghi e Pietro Benedetto Molini della Fondazione Bruno Kessler di Trento, grazie alla collaborazione con la onlus Banco Alimentare, che dal 1989 si occupa di lotta allo spreco. La app, già sperimentata in varie città, si rivolge soprattutto a operatori di mense, ristoranti ed esercizi commerciali. Permette di offrire provviste in eccesso a un ente caritatevole. Ci si può iscrivere come donatori o enti beneficiari. Banco Alimentare supervisiona le iscrizioni e autorizza o meno l’accredito se sussistono le condizioni di logistica e igienico-sanitarie. 

Fame Zero e Equoevento - L’idea di dare a chi è in difficoltà è l’obiettivo anche della app Fame Zero. L’iniziativa partirà l’8 dicembre ed è stata presentata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi. Ci si potrà registrare come “donatori” per mettere a disposizione il cibo. Altri utenti, registrati come “angeli”, passeranno a ritirarlo e lo consegneranno ai “centri”, luoghi di ritrovo vicini dove gli alimenti saranno dati ai bisognosi. Un’altra iniziativa, che ancora però non esiste come app, è quella della onlus Equoevento. Realizzata da 5 giovani romani, si occupa di recuperare il cibo avanzato nei buffet di eventi come matrimoni, congressi e fiere. I volontari, su richiesta degli organizzatori, arrivano nel luogo dell’evento e ritirano gli alimenti in eccesso e ancora perfettamente commestibili. Poi li portano a mense, enti caritatevoli e case famiglia. In poco più di un anno sono state salvate più di 4 mila le porzioni di cibo.

Food Sharing tra privati - Molte app, invece, si basano sulla condivisione tra privati o tra commercianti e cittadini. Last Minute Sotto Casa, per esempio, è un portale ideato da una startup torinese che dà ai venditori la possibilità di postare in tempo reale offerte su cibo in scadenza. "Così loro possono smaltire le scorte e i compratori nei paraggi trovano alimenti a buon prezzo", spiega a SkyTG24.it il fondatore Francesco Ardito. In pochi mesi hanno aderito circa 300 esercenti e oltre 10 mila persone, tanto che si pensa di estenderlo ad altre grandi città. Lo stesso principio è la base di NextDoorHelp, altra piattaforma torinese che mette in contatto chi ha cibo di troppo e chi ne ha bisogno. Gli avvisi geolocalizzati permettono di far incontrare domanda e offerta nel raggio di pochi chilometri.

Ratatouille, un frigo virtuale da condividere - La app Ratatouille invece, lanciata da 4 giovani di Treviso, consente di condividere il cibo del proprio frigorifero virtuale. Disponibile per iPhone, permette di visualizzare su una mappa i frigoriferi più vicini. Ogni iscritto indica cosa ha a disposizione, la data di scadenza e i giorni in cui è possibile passare a ritirarlo (sia per scambio che per vendita). Ratatouille, che nel marzo 2013 ha vinto il premio HACKathon101, conta al momento quasi 1400 utenti iscritti. “Uno dei target a cui abbiamo pensato è quello degli studenti universitari nei campus, ma anche i condomini o le comunità” , spiega a SkyTG24.it Elena Bertolin, una delle sviluppatrici. Un’iniziativa simile è quella del sito Scambiacibo.it, progetto di una startup bolognese. Una piattaforma che funge da dispensa collettiva per condividere alimenti ad alto rischio scadenza. Si fa una foto di quello che si vuole condividere e si inseriscono le informazioni base. Chi è interessato può contattare privatamente il donatore per accordarsi su come ritirarlo gratuitamente.

FrigOk, la app che tiene d'occhio gli alimenti in scadenza - Infine ci sono sistemi pensati per il singolo consumatore, aiutandolo a seguire comportamenti responsabili. La app FrigOk, ad esempio, disponibile per iOS e Android, gestisce frigorifero e congelatore. Una sorta di inventario digitale, ideato dall’azienda di surgelati friulana Bofrost. Ogni alimento comprato viene registrato e da quel momento un semaforo segnala l’avvicinarsi della scadenza, avvisando se qualcosa è da consumare al più presto. Inoltre si può controllare in remoto mentre si fa la spesa per evitare di acquistare eccedenze. In pochi mesi la app è stata scaricata da oltre 6mila utenti. Insomma, per nutrire il pianeta si può partire dalle piccole cose, come evitare gli sprechi quotidiani. Le idee per combatterli non mancano. E sono a portata di clic.

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