In Italia 5,5 milioni di migranti. Più donne che uomini

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Secondo la Fondazione Ismu, sono 150mila coloro che sono sbarcati sulle coste italiane da gennaio a metà ottobre. Un milione i minori stranieri. E secondo il dossier Statistico 2014, un quarto del totale vive in 4 province. L'INFOGRAFICA

L'ITALIA E I MIGRANTI: INFOGRAFICA

Sono 5 milioni e mezzo, vivono per oltre il 60% al Nord, arrivano nel nostro paese sempre più spesso per riabbracciare i propri familiari. Sono gli immigrati in Italia, fotografati da due ricchi dossier: il XX Rapporto sulle migrazioni della Fondazione Ismu, presentato oggi 3 novembre, e il Dossier Statistico Immigrazione 2014-Rapporto Unar.
Dati che aiutano a fare chiarezza, vista anche la scarsa conoscenza, da parte degli italiani, del fenomeno migratorio, come emerso da una recente indagine Ipsos-Mori.

Le donne superano gli uomini
- Dal primo rapporto, emerge come la popolazione straniera in Italia, negli ultimi due decenni, sia cresciuta da 500mila a 5,5 milioni di unità. Al primo gennaio 2014, poi, gli stranieri sono aumentati di oltre mezzo milione rispetto al 2013. E le donne, a sorpresa, superano gli uomini. Se nei primi anni duemila il rapporto tra donne e uomini immigrati in Italia era di equilibrio, spiega lo studio, dal 2009 si registra un superamento da parte delle donne, dovuto soprattutto all'aumento della richiesta di lavoro legato alla cura delle persone e ai ricongiungimenti familiari.
E la componente femminile supera quella maschile di 300mila unità.

In aumento le famiglie straniere - In crescita anche i nuclei familiari formati da immigrati: quelli con almeno un componente straniero passano dai 235 mila del 1991 ai quasi due milioni di oggi, mentre le famiglie composte esclusivamente da stranieri sono 1,3 milioni. E tra il 1993 e il 2013 i permessi di soggiorno per motivi di famiglia fanno registrare una crescita del 1328%, contro un +488% di quelli per lavoro.

Un milione i minori non italiani - All'incremento delle famiglie straniere si affianca anche quello dei minori non italiani, che nel 2013 sfiorano quota un milione (agli inizi degli anni '90 erano poco più  di 100mila). Decuplica il numero di quelli nati in Italia negli ultimi vent'anni: da 61mila a 649 mila, di cui 78mila solo nel 2013. Calano gli irregolari (al minimo storico del 6%)

Record di sbarchi nel 2014 - Per quanto riguarda gli sbarchi sulle coste italiane, da inizio anno a metà ottobre sono giunti in modo non autorizzato via mare quasi 150mila migranti, di cui 40 mila soccorsi da Mare Nostrum o Frontex. Quasi la metà degli sbarcati ha dichiarato nazionalità siriana (circa 35 mila) ed eritrea (più di 33 mila). Si tratta di un dato record: più che triplo rispetto al 2013 (43mila) e più che doppio rispetto al 2011 (record precedente, con 63mila arrivi). Stando ad alcune ricerche, però, le mete preferite dei migranti che approdano sulle coste italiane sono Svezia, Germania e in generale i Paesi del Nord Europa.

Un quarto degli stranieri vive in 4 province
- Anche il dossier statistico sull’immigrazione sottolinea come sia in calo il numero di chi arriva da noi per lavorare, mentre aumentano i ricongiungimenti familiari. La quota maggiore di immigrati risiede nelle regioni del Nord (60,1%), anche se negli ultimi anni le percentuali in queste regioni sono diminuite, mentre sono salite al Centro e al Sud. In particolare, il Dossier Statistico sottolinea anche come la Lombardia accolga da sola il 22,9% degli stranieri, mentre un quarto dei migranti vive in sole 4 province: Milano, Torino, Roma, Brescia. Baranzate (in provincia di Milano) il Comune con l'incidenza più alta di stranieri (31%).

Focus sulle discriminazioni
- Un'attenzione specifica è stata dedicata alla rilevazione di situazioni di discriminazione degli immigrati. I casi segnalati all'Unar nel 2013 sono stati 1.142, dei quali 784 su base etnico-razziale. Mass media, vita pubblica, accesso al lavoro e ai servizi e accesso alla casa gli ambiti maggiormente interessati dalle discriminazioni.

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