Lazio, arrestato direttore regionale del Demanio. VIDEO

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Ai domiciliari con altre 8 persone per reati che vanno dalla turbativa d'asta al falso, fino all'abuso di ufficio. A incastrarle un video girato per scherzo durante lo scambio di una "mazzetta" per la concessione di una vasta area urbana di Roma

La Guardia di Finanza ha arrestato Renzo Pini, 64 anni, direttore regionale Lazio dell'Agenzia del Demanio. L'inchiesta della procura di Roma riguarda altre 8 persone - tutte ora ai domiciliari - e si riferisce all'assegnazione in concessione dello sfruttamento economico ed edilizio di una vasta area urbana di Roma, non lontana da piazzale Clodio. I reati contestati, diversi da indagato a indagato, vanno dalla turbativa d'asta al falso, all'abuso di ufficio (quest'ultimo contestato a Pini).

Il video girato per scherzo - Fondamentale per il lavoro degli investigatori il sequestro di un video girato per scherzo mentre avveniva la consegna di 120 mila euro a fronte dei 150 mila pattuiti. “In 44 anni non ho avuto un avviso di garanzia”, si vanta nel filmato Marcello Visca, uno degli arrestati. Nel video si nota Visca che prende le mazzette in un clima di ilarità e di goliardia.

“Tutti d’accordo per pilotare appalto” - Dalle indagini svolte degli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria  è emerso che il direttore regionale dell'Agenzia del Demanio, 4 imprenditori, 3 dirigenti di banca e un funzionario pubblico ora in pensione, che fungeva da trait-d'union, erano tutti d'accordo per "pilotare l'aggiudicazione in concessione dello sfruttamento di un'area urbana della capitale, sita nelle vicinanze di piazzale Clodio".

“Bando elaborato a tavolino” - Le indagini - sempre secondo le Fiamme gialle – hanno dimostrato come "la struttura del bando sia stata elaborata 'a tavolino', con previsioni e clausole perfettamente calzanti con le aspettative ed i requisiti della società riconducibile agli indagati i quali, peraltro, venivano informati in anteprima sull'andamento della gara". L'impresa, risultata poi vincitrice, "ha potuto contare anche sull'appoggio di alcuni dirigenti di banca, grazie ai quali è stato possibile ottenere false attestazioni circa il possesso dei requisiti di solidità patrimoniale necessari a partecipare alla gara pubblica".

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