Roma, ipotesi omicidio-suicidio per la strage di famiglia

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La donna avrebbe prima ferito il marito e poi ucciso due dei tre figli prima di uccidersi. L’uomo, che si trovava in ospedale al momento del massacro, l’aveva inizialmente coperta: "Non immaginavo questo". In prognosi riservata la bimba sopravvissuta

Omicidio-suicidio. È questa l’ipotesa degli investigatori che indagano sugli omicidi avvenuti lunedì in un appartamento del quartiere San Giovanni, a Roma. Khadija El Fatkhani, 42 anni, di origine marocchina, avrebbe prima ferito il marito con una coltellata al termine di un violento litigio. Poi, mentre l’uomo si trovava ricoverato in ospedale per le ferite riportate, avrebbe ucciso due dei suoi tre figli piccoli, prima di togliersi la vita impiccandosi.

Il marito: "Non immaginavo questo" - In un primo momento il marito della donna, Idris Jeddou, 43 anni, aveva raccontato agli agenti di essere stato aggredito da sconosciuti sotto casa. Non voleva accusare la moglie, non sapendo che lei nel frattempo aveva ucciso i figli e si era tolta la vita. Il racconto dell’uomo è considerato attendibile anche dal pm. "Volevo proteggerla, non immaginavo questo", avrebbe detto in lacrime. La polizia scientifica e le autopsie chiariranno la dinamica dell'eccidio.

In prognosi riservata la bimba sopravvissuta - Intanto resta in prognosi riservata la bimba di 5 anni scampata alla morte. "Purtroppo non possiamo dire che sia fuori pericolo - ha riferito il direttore sanitario dell’ospedale Bambin Gesù, Salvatore Passafaro - Le ferite che ha riportato erano molto importanti. Se fossero state fatte ad un adulto sarebbe deceduto. I bimbi hanno una notevole reattività e questo, probabilmente, l'ha aiutata a salvarsi".

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