Grandi opere, le mani della 'ndrangheta sul Nord: 13 arresti

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Boccassini: "Impresa coinvolta aveva certificazione antimafia". Al centro delle indagini infiltrazioni nel tessuto economico lombardo, compresi subappalti di grandi opere connesse all'Expo. Intercettazione dei boss: "Gli sparo in testa"

Ancora infiltrazioni criminali negli appalti di Expo. I carabinieri hanno eseguito in Lombardia e Calabria 13 arresti, su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti di altrettanti indagati per associazione di tipo mafioso. Arrestato anche un ex consigliere comunale a Rho (Mi) per il Pd.
Tra le accuse anche detenzione e porto abusivo di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d'ufficio, favoreggiamento, minacce e danneggiamento mediante incendio.
Al centro delle indagini del Ros due sodalizi della 'ndrangheta radicati nel comasco, con diffuse infiltrazioni nel tessuto economico lombardo. Accertati, tra l'altro, gli interessi delle cosche in speculazioni immobiliari e in subappalti di grandi opere connesse ad Expo 2015.

Impresa coinvolta aveva certificazione antimafia - Uno degli indagati, Giuseppe Galati, già detenuto per una condanna per traffico di stupefacenti, avrebbe continuato a gestire dal carcere, attraverso alcuni familiari, due società del settore edile, titolari tra l'altro di due subappalti del valore di "450mila euro" per la tangenziale esterna di Milano, opera che rientra tra le grandi opere connesse ad EXPO 2015 (tutti i video su Expo).
Per ottenere gli appalti un'impresa di Galati, secondo quanto ha spiegato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, "ha avuto la certificazione antimafia".  Il procuratore capo, Edmondo Bruti Liberati, ha chiarito "ci sarà una segnalazione alla Prefettura che ha già svolto un lavoro imponente per l'Expo".




Contatti con mondo politico e bancario
- La cosca della 'ndrangheta dei Galati, secondo il Gip avrebbe avuto "contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale, bancario in modo da ottenerne favori, notizie riservate, erogazione di finanziamenti, rete di relazioni". Tra gli arrestati nell'inchiesta della Dda di Milano ("operazione quadrifoglio") che ha smantellato stamani la cosca della 'ndrangheta dei Galati c'è anche Salvatore Muscatello, già agli arresti domiciliari perché condannato a seguito della maxi-inchiesta 'Infinito' del luglio 2010 (110 condanne, in appello). "Dopo l'operazione Infinito nulla  cambia", ha detto Ilda Bocassini.


Le minacce della 'ndrangheta nelle intercettazioni dei Ros:

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