Pinerolo, 15enne ricoverato con intestino retto perforato

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Giovane operato d'urgenza nel torinese per una lesione provocata da un attrezzo sportivo. L'episodio è avvenuto in palestra. Sul caso indaga il Tribunale dei minori. Una settimana fa il caso di Napoli

Sono gravi le condizioni di un quindicenne, ricoverato all'ospedale di Pinerolo, nel Torinese. Il giovane è stato sottoposto d'urgenza a un delicato intervento chirurgico all'intestino retto, lesionato da un attrezzo sportivo.
Una settimana dopo il caso di Napoli e lo "scherzo", così come lo hanno definito i suoi autori, a un quattordicenne seviziato perché grasso, ecco un'altra storia di un ragazzino che ha rischiato la vita. A salvargliela è stato l'intervento chirurgico del dottor Donato Sacco, primario dell'ospedale dove è arrivato con una vasta emorragia per la perforazione dell'intestino.

L'episodio in palestra - L'episodio è avvenuto il 16 ottobre in un paese della provincia di Torino. I due amici stavano eseguendo lo 'squat', un esercizio utile per rinforzare i muscoli delle gambe, che consiste nell'accosciarsi flettendo le ginocchia. Un momento di sport, di svago e divertimento. "Si rideva e scherzava, come facciamo spesso in palestra", il racconto di alcuni amici.

La ricostruzione - All'improvviso, però, il gesto sconsiderato: un coetaneo del giovane ferito, peraltro suo amico, ha posizionato un attrezzo sportivo, una sorta di bilanciere in legno simile a un bastone, dietro al ragazzo, vicino e proprio mentre questi si stava chinando. Un urlo lancinante, poi l'allarme del 118 e la corsa con l'ambulanza in ospedale dove è stato immediatamente ricoverato nel reparto di Chirurgia. Le condizioni del quindicenne sono apparse subito gravissime ed è stato immediatamente portato in camera operatoria per fermare l'emorragia e ricostruire la parte dell'intestino retto lesionato. Un intervento perfettamente riuscito, informano i sanitari, che gli dovrebbe aver salvato la vita.

Il caso segnalato al tribunale dei minori - I genitori del giovane per ora non avrebbero presentato denuncia. Il caso è stato, però, subito segnalato d'ufficio dall'azienda sanitaria alla procura dei minori di Torino, che ha incaricato i carabinieri di svolgere tutti gli accertamenti del caso.

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