Mose, Galan ottiene i domiciliari ed esce dal carcere

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Dopo l’ok del Gip l’ex governatore del Veneto, accusato di corruzione, lascia il penitenziario di Opera. Ad attenderlo la moglie. Ieri i suoi legali hanno presentato la richiesta di patteggiamento su cui il giudice si esprimerà il 16 ottobre

Giancarlo Galan è agli arresti domiciliari. L'ex governatore del Veneto ed ex ministro (Forza Italia) è uscito dal carcere milanese di Opera dove era detenuto dallo scorso 22 luglio dopo esser stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul Mose con l’accusa di corruzione. Ad attenderlo c'era la moglie. La scarcerazione è avvenuta in seguito all'accordo raggiunto con la Procura di Venezia per il patteggiamento ad una pena di due anni e 10 mesi ed una confisca di 2 milioni e 600 mila euro. Accordo per il quale per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari firmati oggi dal Gip di Venezia Giuliana Galasso.

La Procura, dopo aver espresso parere favorevole al patteggiamento ritenendo “congrua” la pena, ha inoltrato l’istanza all’ufficio del Gip. Il vero passaggio giudiziario si avrà dunque in un secondo momento, quando gli avvocati dell'ex ministro Antonio Franchini e Niccolò Ghedini andranno davanti al giudice e ai pm il 16 ottobre, per entrare nel merito del patteggiamento e il gip Giuliana Galasso dovrà deciderne la congruità con i capi d'accusa. Per l'inchiesta Mose sono già più di una ventina i patteggiamenti richiesti per il 16 ottobre, su un totale di 35 indagati. Uno solo finora è stato respinto, quello dell'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito ai partiti, i cui legali avevano proposto 4 mesi di reclusione, un pena ritenuta non congrua dal gip. L’ex sindaco di Venezia andrà dunque a processo.

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