Kostner 4 ore in procura Coni. Il legale: non coprì Schwazer

Carolina Kostner al termine dell'audizione in Procura Antidoping del Coni
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La pattinatrice è stata sentita sul caso del marciatore fermato per doping alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 e all'epoca dei fatti suo fidanzato. L'avvocato: "Carolina era in buona fede, non sapeva nulla"

"E' stato un colloquio sereno. Carolina ha chiarito i dubbi e penso che anche la procura antidoping sia rimasta soddisfatta. Nel caso ci fossero stati ancora dubbi su come sono andate le cose ora non ce ne sono più". Così Giovanni Fontana, avvocato di Carolina Kostner, dopo le quattro ore di audizione della pattinatrice davanti alla procura antidoping del Coni sul caso del marciatore Alex Schwazer. Schwazer, all'epoca dei fatti suo fidanzato, fu fermato per doping alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 e poi squalificato fino a gennaio 2016.

In particolare la Kostner ha dato la sua versione dei fatti su quanto accaduto nel luglio 2012 quando, a Obertsdorf, nascose la presenza del suo fidanzato di allora agli ispettori Wada-Cio che bussarono a casa sua: "Carolina - riferisce il legale - non ha coperto niente e nessuno. Dietro richiesta di Alex aveva risposto all'ispettore dell'antidoping che lui non era in casa, ma perché lui aveva dato un'altra reperibilità ed era indispettito di essere stato cercato in  un posto in cui non dovevano cercarlo. Lei ha inteso come una violazione della privacy che l'avessero cercato dove non dovevano. Poi chiamò Alex dicendogli che doveva dire alla Wada che dovevano cercarlo a Racines".

E ora la pattinatrice rischia le medaglie? "Assolutamente no - risponde ancora l'avvocato - non ha nulla a che fare con il doping, non sa cosa sia. Non ha vinto le medaglie per aver detto all'ispettore che Schwazer era a casa quel giorno. Perché dovrebbe rischiare?".

A  chi domanda se la Kostner sapesse o meno che Schwazer si dopava,  l'avvocato Fontana risponde: "Chi come Alex ha fatto uso di sostanze dopanti non lo va a raccontare a destra e a sinistra. Devi saperlo per denunciarlo. Lei non sapeva nulla. Era assolutamente in buona fede".

La procura antidoping dovrà ora esprimersi su un eventuale deferimento della pattinatrice: "Ci aspettiamo una valutazione serena dalla procura antidoping anche se c'è una caccia alle streghe, un momento in cui il mondo sembra schierato contro il Coni che si è sempre ben comportato nella gestione di tutte le procedure antidoping. Ci  dispiacerebbe se la valutazione, ma così non sarà,  sia tirata un po'  da questa situazione".

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