Trentino, avvistati i due cuccioli di Daniza

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Preoccupazione per la sorte dei due piccoli che dovranno affrontare da soli l'inverno e che ora vengono monitorati. La Forestale trentina intanto precisa: "Usata una dose minima di anestetico". In Abruzzo trovata la carcassa di un altro orso

Non si placano le polemiche dopo la morte dell'orsa Daniza, provocata da una dose di anestetico mentre si tentava la cattura. I risultati dell'autopsia, che dovrebbe chiarire le cause esatte del decesso, arriveranno tra qualche giorno. E resta alta anche la preoccupazione per i due cuccioli dell'animale. Su di loro, in una nota, la provincia autonoma di Trento informa che "come ha potuto accertare il personale forestale, tramite avvistamento diretto, i due cuccioli dell'orsa Daniza si sono riuniti e vengono monitorati in queste ore in maniera continuativa mediante la radiotelemetria".

Preoccupazione per la sorte dei due cuccioli - Ad uno dei due cuccioli, dopo le fasi concitate della cattura, era stata applicata una marca auricolare per consentire la localizzazione via radio. Dell'altro orsetto, che non era presente al momento del tentativo di cattura, non c'erano più tracce. I forestali trentini li hanno avvistati tutti e due in un bosco mentre camminavano uno accanto all'altro. I segnali radio che arrivano dal chip consentiranno ora ai tecnici di seguire i loro spostamenti. Ma per gli animali inizia una fase molto delicata della loro vita. E sono molti a preoccuparsi per il loro destino. Daniele Zovi, Comandante Regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato, ricorda come i piccoli orsi, nei primi anni di vita, imparino tutto dalla madre, "dove trovare il cibo, cosa mangiare, dove nascondersi, come individuare la tana per l'inverno, di chi aver paura. Solo dopo i due - tre anni se ne vanno per il mondo da soli". "I cuccioli di Daniza - continua Zovi - hanno ora circa sette mesi e ci sono solo pochissimi casi simili a questo presi in esame. In taluni casi i cuccioli sono sopravvissuti all'inverno, in altri sono morti. Di certo se la regola della specie prevede questa lunga convivenza con la madre, gli orfani sono decisamente svantaggiati nella lotta per la sopravvivenza. La montagna trentina è molto severa, specie in inverno".

Lav deposita istanza sequestro preventivo - Il destino dei due orsetti verrà valutato anche dalla Procura di Trento, dove la Lega antivivisezione (Lav) ha depositato un'istanza per il loro sequestro preventivo, "in modo da trasportarli in una struttura adeguata per garantire la loro sopravvivenza". Ma anche su questa eventualità i pareri sono contrastanti: ricercatori svedesi e croati, ad esempio, concordano nel ritenere non opportuno catturare i cuccioli, che rimarrebbero condizionati negativamente dal contatto con l'uomo.

Forestali trentini: "Usata dose minima di anestetico" - Sulle polemiche per la morte del plantigrado, inoltre, gli uffici competenti della Forestale trentina hanno precisato che "la dose utilizzata per l'anestesia dell'orsa non è stata superiore al dovuto, bensì prudenzialmente sottostimata rispetto al peso dell'animale (stima per il dosaggio 80 kg, peso rilevato 106 kg)". E sempre la forestale ha voluto chiarire che "qualora il tentativo di cattura fosse avvenuto utilizzando una trappola a tubo, sarebbe stato comunque necessario ricorrere all'anestesia che sarebbe stata praticata in tal caso su un animale in condizioni di stress determinate dalla permanenza all'interno della trappola".

Trovata carcassa di orso in Abruzzo
- Nel frattempo arriva dall'Abruzzo la notizia del ritrovamento della carcassa di un altro orso. L'animale è stato ritrovato nelle campagne di Pettorano sul Gizio. Sul posto i veterinari del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise e i responsabili della Riserva Monte Genzana, per stabilire le cause del decesso. Giovedì nella stessa zona era stato segnalato un orso che era entrato in un pollaio dove era stato sorpreso dall'allevatore, che, per allontanarsi dall'animale, aveva sbattuto alla testa, perdendo i sensi.

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