Napoli, 17enne ucciso: a Sky TG24 il giovane in moto con lui

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"Non c’è nessun latitante. Sono io il ragazzo che è scappato" dice l'amico di Davide Bifolco. Il dolore della mamma: il carabiniere che ha sparato deve marcire in carcere. Versioni discordanti sui fatti. Salvini su Twitter: "Fermarsi all'alt è un obbligo"

"La volante ci ha inseguiti, ci ha tamponati da dietro e ci ha buttati per aria. Io sono scappato per la paura". A Sky TG24 il ragazzo che guidava il motorino sul quale viaggiava Davide Bifolco ricostruisce così i momenti che hanno preceduto la morte del 17enne, raggiunto da un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante un inseguimento al rione Traiano a Napoli (foto). "Non c’è nessun latitante. Sono io il ragazzo che è scappato" dice ancora il giovane fornendo una versione dei fatti diversa da quella sostenuta dai carabinieri. E’ ancora incerta infatti l’identità della terza persona a bordo dello scooter.

Ragazzo ucciso: ancora incerta identità terzo giovane – Per amici e familiari della vittima sul mezzo c'era il ragazzo che ha ammesso, anche a Sky TG24, di essere scappato per paura: "Non avevamo l’assicurazione del motorino" ha dichiarato. Secondo i militari, invece, il terzo passeggero, colui che era alla guida, sarebbe un ricercato per evasione dagli arresti domiciliari e 'obiettivo' dell'inseguimento con la volante.

Versioni contrastanti – Gli inquirenti sono ancora al lavoro anche per stabilire cosa sia realmente successo nella notte tra il 4 e 5 settembre quando è morto Davide Bifolco. Sono due le versioni esistenti. E sono decisamente contrastanti. Ferito a morte da un colpo partito accidentalmente da una pistola d'ordinanza, secondo i carabinieri. Speronato e poi ucciso con un colpo sparato ad altezza uomo, al cuore, secondo la famiglia che parla, dunque, di omicidio (le parole della madreil racconto del fratello).

Il dolore e la rabbia - "Deve marcire in carcere, non deve avere un'ombra di pace per tutta la vita", dice con la voce rotta dal pianto la signora Flora, mamma di Davide in corteo a Napoli insieme agli abitanti del quartiere Traiano (il video). "I delinquenti sono loro, dovrebbero tutelarci. Quel carabiniere deve pagare" aggiunge la donna.

Salvini: fermarsi all'alt è obbligo - E sul caso è intervenuto su Twitter anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "La morte, soprattutto se di un giovane, è sempre una tragedia. Ma fermarsi all'Alt dei Carabinieri è un obbligo". E segue a stretto giro la risposta del deputato di Sel, Arturo Scotto: "Per Matteo Salvini fermarsi allo stop è un obbligo. Giusto. Ma sparare a un ragazzo che non lo fa, è inaccettabile. La vita vale di più".

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