Valtellina, morti 4 scalatori precipitati in un canalone

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L'incidente sul Monte Disgrazia, in provincia di Sondrio, dal lato della Val Masino. Le vittime facevano parte di una cordata di sei persone: a causa delle cattive condizioni meteo due membri del gruppo avevano rinunciato alla scalata

Quattro alpinisti brianzoli sono morti sul Monte Disgrazia, in provincia di Sondrio, dal lato della Val Masino. Nemmeno una settimana fa sullo stesso monte, ma dal versante della Val Malenco, erano morti due turisti tedeschi, marito e moglie di Berlino. Il monte Disgrazia è una delle vette più importanti della Valtellina (MAPPA).

Vittime brianzole - La tragedia è avvenuta poco prima delle 10.30 di domenica. Secondo le testimonianze raccolte dalla guardia di finanza e dai carabinieri di Ardenno, il primo a scivolare sarebbe stato Alberto Peruffo, 51 anni di Veduggio, che avrebbe trascinato nel vuoto gli altri tre amici con i quali era legato in cordata, Giuseppe Ravanelli, 46 anni di Monza, Giuseppe Gritti, 46 di Mezzago, e Mauro Mandelli, 46 anni di Brugherio.

Condizioni meteo proibitive - Con loro erano partiti anche altri due alpinisti, che però a un certo punto non hanno proseguito nella scalata per le condizioni proibitive del tempo, con una bufera di neve e un vento gelido. “Noi rinunciamo. Torniamo indietro, scendiamo a valle. State molto attenti”, hanno raccontato di aver detto lasciando il resto della spedizione. Poco dopo è successo l'incidente di cui sono stati testimoni impotenti, sentendo le grida dei loro quattro amici che stavano precipitando. A quel punto hanno raggiunto il rifugio Ponti, che però era chiuso, quindi sono scesi poco più a valle fino a quando hanno trovato la copertura della rete telefonica e con un cellulare hanno avvisato il 118.

Il recupero dei corpi - La nebbia fitta e la nevicata, in alta quota, hanno impedito all'eliambulanza di raggiungere il luogo dell'incidente. Le squadre da terra del soccorso alpino hanno raggiunto il canalone in cui erano piombati i 4 monzesi dopo alcune ore di cammino. Per loro non c'era più nulla da fare.

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