Yara, perizia su pc Bossetti: ricerche su "sesso" e "13enni"

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Secondo gli investigatori, che stanno analizzando i supporti informatici del muratore di Mapello accusato di avere ucciso la ragazza di Brembate di Sopra, l'uomo avrebbe visitato pagine web pedopornografiche. La difesa: "Indiscrezioni imprecise"

Ricerche di siti pedopornografici digitando parole che riguardano il "sesso" e "tredicenni". Parole chiave che sono spuntate sul computer sequestrato a casa di Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa a Brembate di Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita tre mesi dopo in un campo a Chignolo d'Isola. È un nuovo particolare emerso dagli accertamenti disposti dal pm di Bergamo Letizia Ruggeri sul pc usato dal carpentiere, dalla moglie e dai figli e ricavato dall'assemblaggio di diversi componenti. Accertamenti che sono solo agli inizi, ma che ora hanno rivelato il dettaglio ritenuto molto importante per arrivare a individuare il movente del delitto.

Ricerche in almeno 5 casi - L'ipotesi, da quanto si è appreso da fonti vicino all'inchiesta, è che Bossetti, in almeno cinque casi, uno dei quali lo scorso maggio, abbia quanto meno cercato di collegarsi via web con siti pedoporno scrivendo sui motori di ricerca parole ben precise sull'argomento che riguarda il sesso e le ragazze di 13 anni, la stessa età che aveva Yara quando è stata assassinata. Una circostanza che si aggiunge alle già note e frequenti navigazioni sui siti pornografici appurate e sulla quale inquirenti e investigatori stanno “lavorando”: gli esami tecnici sono all'inizio e devono essere completati per capire se sono state scaricate immagini a sfondo sessuale con adolescenti come protagonisti e da chi.

La difesa di Bossetti - Il muratore lo scorso 6 agosto, nell'ultimo interrogatorio (non secretato), alla richiesta di chiarimenti non avrebbe escluso la possibilità di aver digitato la parola "tredicenne" e si è giustificando dicendo che, se così fosse, lo avrebbe fatto – ed è questa la linea difensiva- in quanto suo figlio maggiore ha proprio quell'età e per altri fini. "Non ci sono stati accessi a siti pedopornografici", ha spiegato Claudio Salvagni, uno dei due difensori di Bossetti. "Poiché sono esami ripetibili - ha aggiunto l'avvocato - verificheremo la circostanza con i nostri consulenti. Per ora non posso commentare in quanto queste sono indiscrezioni imprecise". Per l'avvocato, inoltre, "il tutto deve essere contestualizzato e non sappiamo, qualora quegli accessi siano davvero stati fatti, quando sono stati fatti". E mentre i difensori del carpentiere, che si è sempre proclamato innocente, devono ultimare la richiesta di scarcerazione da depositare entro i primi 15 giorni di settembre al gip Ezia Maccora, Procura e carabinieri stanno approfondendo molti aspetti della vita privata e matrimoniale dei Bossetti proprio in vista del movente che, questo è il sospetto messo nero su bianco nel provvedimento di custodia cautelare del giudice Maccora, potrebbe essere di natura sessuale.

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