Siria, papà di Vanessa: volevano il bene, non fate loro male

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Appello di Salvatore Marzullo ai rapitori della figlia, sequestrata insieme all’amica Greta Ramelli: “Chi le ha fatte prigioniere dovrebbe ricordare cos'erano lì a fare”. Poi aggiunge: “Mi ha fatto male leggere chi le descrive come superficiali”

Vanessa e Greta sono andate in Siria per fare del bene, "non fate loro del male". Salvatore Marzullo, il papà di Vanessa, in attesa di notizie come la famiglia Ramelli, si rivolge per la prima volta direttamente ai rapitori delle due giovani volontarie, scomparse dalla zona di Aleppo da ormai quasi due settimane, per lanciare loro un appello.
"Chi ha fatto Vanessa e Greta prigioniere dovrebbe ricordare cos'erano lì a fare. Volevano il bene e sarebbe un dramma se qualcuno le ripagasse con il male", dice attraverso le pagine del settimanale Oggi.

"Non sono due ragazze superficiali" - E nell'angoscia e la paura, Marzullo coglie l'occasione per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, ferito dalle critiche, a volte spietate, circolate sul web e sui media da quando è stata resa nota la notizia del rapimento: "Vanessa e Greta non sono due ragazzine superficiali. Mi ha fatto male in questi giorni leggere e ascoltare commenti di persone che le descrivono così - afferma papà Salvatore -. Vanessa è proprio il contrario. E' una ragazza profonda che si immedesima nella sofferenza degli altri e non riesce a stare con le mani in mano".

"Cosa dovevo fare, legarla?" - E per l'ennesima volta, il padre, titolare di un ristorante a Verdello, ribadisce che non avrebbe voluto che la figlia ventenne partisse per una zona di guerra così pericolosa, pur comprendendone le motivazioni e la determinazione, tanto da averle proposto di creare una fondazione di aiuto ai profughi siriani vicino a casa, a Brembate. "Vanessa è maggiorenne, una ragazza d'oro, brava e responsabile. Con lei ho cercato di ragionare, di convincerla in tutti i modi a non fare quello che aveva in mente. Ma quando ti rendi conto che tutti i tuoi discorsi, i tuoi ragionamenti e alla fine anche tutte le tue preghiere non vengono ascoltate, cosa puoi fare? Non potevo impedirle di fare quello che voleva. Ho sbagliato? Dovevo legarla?", chiede Marzullo.

La Farnesina al lavoro - Nella sua casa nel bergamasco, così come in quella di Greta a Gavirate, nel varesotto, prevale il senso di impotenza e le ore sembrano infinite. In attesa di notizie dalla Farnesina, che - ha dichiarato nei giorni scorsi il viceministro Lapo Pistelli - "è sulle tracce dei rapitori".

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