Pantani, si indaga per omicidio. La Procura riapre il caso

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A 10 anni dalla morte del Pirata, i magistrati avviano una nuova inchiesta in seguito a un esposto dell'avvocato della famiglia. L'ipotesi è che il campione sia stato picchiato e costretto a bere cocaina. La madre: "Avevo ragione, non ero matta"

Si indaga per omicidio nella morte di Marco Pantani, il campione di Cesenatico trovato morto nella camera del residence 'Le Rose' a Rimini la sera di San Valentino di dieci anni fa. La Procura di Rimini ha accolto l'esposto presentato dall'avvocato della famiglia e ha riaperto il caso. L'ipotesi è che il 'Pirata' non sia deceduto "come conseguenza accidentale di overdose", come fu stabilito in origine, ma che sia stato ammazzato. Il procuratore Paolo Giovagnoli, però frena: "Abbiamo appena ricevuto le carte presentate dai familiari e aperto un'indagine. E' un atto dovuto quando arriva un esposto-denuncia per omicidio volontario. Leggeremo le carte, se ci sarà l'esigenza di indagini chiederemo al Gip".

La notizia su Facebook - A dare notizia ai tifosi della riapertura del caso è stata la mamma del pirata, che attraverso Facebook ricorda: "Sedici anni fa, il 2 agosto, Marco vinceva il Tour".



La mamma: "Avevo ragione, non ero matta"- Un post scritto con orgoglio e dopo tanta fatica. Mai, nemmeno per un istante, i genitori hanno creduto all'ipotesi del suicidio. E Tonina Belletti lo ha ribadito più di una volta. E oggi a Sky TG24 ripete: "E' emerso quello che ho sempre sostenuto, mi hanno dato della matta per 10 ainni, ma avevo ragione".



La Procura riapre il caso - A persuadere il procuratore capo Paolo Giovagnoli a riaprire il caso sarebbe stata la perizia medico legale eseguita per conto della famiglia dal professor Francesco Maria Avato, secondo la quale "le ferite sul corpo di Marco Pantani non sono autoprocurate, ma opera di terzi". La nuova ipotesi, a quanto trapela, sarebbe quella di "omicidio con alterazione del cadavere e dei luoghi"; il campione sarebbe stato picchiato e costretto a bere cocaina.

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