Caso Uva, il gup: "A processo 6 poliziotti e un carabiniere"

Un'immagine di Giuseppe Uva
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Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio, respingendo la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal pm. La sorella Lucia: "Dopo 4 anni ce l'abbiamo fatta". Ma l'avvocato di parte civile avverte: "Rischio prescrizione per gran parte delle accuse"

Il gup di Varese Stefano Sala ha rinviato a giudizio sei poliziotti e un carabiniere imputati per omicidio preterintenzionale e altri reati in relazione alla morte di Giuseppe Uva avvenuta il 14 giugno 2008. Il giudice ha respinto quindi la richiesta di non luogo a procedere avanzata dal procuratore di Varese facente funzioni Felice Isnardi.

Il 20 ottobre la prima udienza
- Il gup  ha fissato per il 20 ottobre la data della prima udienza del processo in corte d'Assise. Il carabiniere e i sei poliziotti sono stati rinviati a giudizio per tutti i reati contestati nel capo di imputazione, compreso quello di omicidi preterintenzionale.
Il giudice ha accolto così in toto le richieste delle parti civili, i familiari di Giuseppe Uva, secondo i quali l'uomo avrebbe subito violenze in caserma da parte degli agenti e del carabiniere, che lo avevano fermato ubriaco per strada a Varese.
Il procuratore di Varese e i difensori degli imputati avevano chiesto invece il proscioglimento. "Prendiamo atto di questa decisione che non ci aspettavamo - ha spiegato uno dei difensori degli imputati l'avvocato Luca Marsico -, ora affronteremo il processo a testa alta".

La sorella: "Ce l'abbiamo fatta" - "Dopo quattro anni ce l'abbiamo fatta: i giudici hanno stabilito che ci vuole un processo" ha commentato Lucia Uva, sorella di Giuseppe Uva, che è scoppiata in lacrime dopo la decisione del gup. "Dedico questo processo al pm di Varese Agostino Abate che non ha mai voluto cercare la verità – ha proseguito - mio fratello non ha mai fatto atti di autolesionismo ma è stato picchiato in caserma".
Il legale di Lucia Uva Fabio Anselmo ha però commentato: "Uno scandalo che si arrivi oggi a un rinvio a giudizio, perché si rischia la prescrizione per gran parte delle accuse contestate a carabiniere e poliziotti".

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