Inchino al boss, Cei: "Basta commistioni tra Chiesa e mafia"

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Polemiche per l'omaggio al boss della 'ndrangheta avvenuto a Oppido durante una processione. Il segretario dei vescovi a Sky TG24: "La Madonna non si inchina al malaffare". Monsignor Nunnari: "I preti devono scappare via". Il parroco: "Non la rifarei"

"C'è gente che ancora pensa di poter creare commistione tra religione e malaffare tra mafia e vangelo". E' duro il commento di Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e vescovo di Cassano all'Ionio, a proposito dell'omaggio a un boss della 'ndrangheta avvenuto durante una manifestazione religiosa a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria.
"Non è la Madonna che si è fermata - dice il segretario della Cei a Sky TG24 - sono alcuni che probabilmente la pensano come i boss del posto che, portando la statua della madonna, l'hanno fermata lì. Queste persone se leggessero un poco il vangelo si renderebbero conto come la madonna non si è mai inchinata davanti al malaffare, alla malavita".

Il presidente dei vescovi calabresi: "Meglio fermare le processioni" - Parole dure arrivano anche dal presidente dei vescovi calabresi, monsignor Salvatore Nunnari: "Dispiace che i preti non abbiamo avuto il coraggio non di andare via ma di scappare dalla processione. Quando i carabinieri hanno lasciato, i preti dovevano scappare dalla processione. Avrebbero dato un segnale e di questi segnali abbiamo bisogno". Poi aggiunge: "Siccome sotto la vara può capitare che ci sia il mafioso di turno che fa poi il capo allora bisogna avere il coraggio di fermare le processioni. Se fossi vescovo di quella città per un po' di anni non ne farei e credo che sarebbe cosa gradita alla Madonna".

Il parroco: "Non rifarei la processione" - "Tornando indietro avrei modificato il percorso e avrei anche fatto a meno di fare la processione perché non vogliamo che la festa dia adito a situazioni lontane dal sentimento religioso", dice don Benedetto Rustico, parroco della frazione Trisilico di Oppido Mamertina.

Il sindaco: "I carabinieri andati via solo per fare indagini, poi rientrati" - Toni diversi da quelli espressi da Domenico Giannetta, sindaco del paese: "Il comandante dei Carabinieri si è allontanato per fare indagini e cercare eventuali responsabili di quel gesto". E aggiunge: "Non capiamo perché noi amministratori ci dovevamo allontanare  quando il comandante dei carabinieri si era solo allontanato per fare indagini ed è poi rientrato nel corteo". Il sindaco mette quindi in dubbio che la rotazione fosse un omaggio al boss malavitoso, sostenendo che nel corso della giornata c'erano state altre rotazioni del corteo, e condannando comunque il gesto.

Il fatto avvenuto il 2 luglio - Lo scorso 2 luglio a Oppido Mamertina, centro in provincia di Reggio Calabria, durante una processione religiosa la statua della Madonna si è fermata, in segno di omaggio, per mezzo minuto davanti all'abitazione di Peppe Mazzagatti, boss della 'ndrangheta, condannato all'ergastolo e ai domiciliari per motivi di salute. Fra le autorità locali solo i Carabinieri hanno abbandonato il corteo in segno di protesta. Il gesto è avvenuto a soli quindici giorni dalla scomunica di Papa Francesco nei confronti di tutti i mafiosi. Il vescovo locale ha annunciato che prenderà provvedimenti, mentre il ministro dell'Interno Alfano ha parlato di "rituali ributtante".



La Dda di Reggio Calabria apre indagine - Nella giornata di lunedì la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha deciso di avviare un'indagine. L'indagine punta ad accertare l'eventuale livello di contiguità dei portatori della statua della Madonna e se la sosta era stata programmata o se pure sia stata una decisione presa all'ultimo momento. L'iniziativa della Dda reggina si svilupperà sulla base di quelle che saranno le notizie che saranno fornite dai carabinieri.

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