Reggio Calabria, arrivata la nave con oltre 800 migranti

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La Marina militare è giunta in porto con le persone salvate nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Tra loro numerose donne e bambini. Siria, Egitto e Sudan alcuni dei paesi di provenienza. A Pozzallo effettuata l'autopsia sulle vittime della strage

E' arrivata nel porto di Reggio Calabria la nave appoggio della Marina militare San Giorgio a bordo della quale si trovano 834 migranti salvati nelle scorse ore nel canale di Sicilia. Tra loro ci sono 582 uomini, 102 donne (quattro delle quali in procinto di partorire) e 150 minori, una trentina dei quali risultano non accompagnati. Il gruppo maggiore, 482, proviene dalla Siria. Ci sono poi egiziani (177), palestinesi (108), eritrei (36) e sudanesi (31). "Tutte le misure di prima accoglienza sono state attivate", ha assicurato a Sky TG24 Carmelo La Paglia, commissario straordinario di Reggio Calabria.

Dove verranno ospitati -
I migranti saranno ospitati temporaneamente in strutture messe a disposizione dal Comune. In 240 saranno spostati in strutture di accoglienza a Catanzaro e Cosenza mentre gli altri resteranno a Reggio Calabria, nelle palestre del Boccioni e allo Scatolone, vicino allo stadio. "Le condizioni sanitarie - ha detto Domenico Crupi, responsabile della Polizia provinciale di Reggio Calabria e della protezione civile - sono buone, come ha certificato il pronto soccorso mobile allestito accanto alla nave".

Strage di Pozzallo, terminata l'autopsia -
Intanto la polizia scientifica di Ragusa e tre medici legali incaricati dalla Procura hanno ultimato l'autopsia sui corpi dei 45 profughi morti nel traversata dalla Libia all'Italia e arrivati a Pozzallo (Ragusa) martedì pomeriggio nella stiva di un peschereccio sul quale avevano viaggiato altre 566 persone. Ultimati gli esami cominciano le procedure per il riconoscimento da parte dei superstiti. Ufficiali di polizia giudiziaria, con l'assistenza di psicologi e personale delle organizzazioni umanitarie accoglieranno parenti ed amici delle vittime che hanno viaggiato con loro per identificare le salme.

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