"Revisione bus falsa", tre arresti per la strage in Irpinia

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Le ordinanze di custodia cautelare riguardano il titolare della ditta proprietaria del pullman che precipitò dal viadotto di Monteforte e due dipendenti della Motorizzazione. Falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo le accuse

Dopo un anno di indagini, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip di Avellino su richiesta della procura, nell'ambito dell'inchiesta sull'incidente del bus precipitato dal viadotto Acqualonga a Monteforte Irpino (Avellino) il 28 luglio 2013, nel quale persero la vita 40 persone. Le misure riguardano Gennaro Lametta, titolare della Mondotravel proprietaria del bus che precipitò dal viadotto di Monteforte il 28 luglio 2013 e due dipendenti della motorizzazione civile. Falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo le accuse nei confronti degli indagati.

Per gli inquirenti, infatti, il certificato che attestava l'avvenuta revisione del pullman a marzo 2013, quindi quattro mesi prima della tragedia, era stato falsificato pochi giorni dopo l'incidente, tramite l'accesso illegale ai sistemi informatici della Motorizzazione civile. Per attestare la falsificazione del  documento è stata necessaria una perizia calligrafica disposta dalla  Procura.

Secondo quanto si è appreso di recente Gennaro Lametta, ascoltato dagli inquirenti avrebbe detto che delle revisioni se ne occupava il fratello Ciro (autista del bus e morto nell'incidente) e un altro dipendente. A Gennaro Lametta sono state contestate presunte violazioni per revisioni su altri due bus.

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