Ancora morti nel Canale di Sicilia. Salvini attacca Renzi

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30 vittime sul barcone con a bordo 600 persone. Il sindaco di Pozzallo: "Non sappiamo dove mettere i corpi". In 48 ore soccorsi 5000 migranti. Il segretario leghista al governo: mani sporche di sangue. Il premier: "Quanti morti senza il nostro impegno?"

Trenta morti. Per asfissia o per le esalazioni tossiche provenienti dal motore. E' il bilancio dell'ultima tragedia nel Canale di Sicilia (lo speciale migranti - le foto). A bordo dell'imbarcazione scortata nella notte dalla Marina militare viaggiavano circa 600 migranti. Quando la nave Grecale l'ha raggiunta, per 30 di loro non c'era più niente da fare. Sono morti stipati in una parte angusta del barcone. L'imbarcazione dovrebbe arrivare a Pozzallo nella giornata di domani, martedì 1 luglio. Sempre nel porto del ragusano giungerà oggi la corvetta Chimera con 353 extracomunitari.

Durante le operazioni di soccorso inoltre, secondo quanto reso noto dal Ministero della Salute, è stato identificato un caso sospetto di malattia infettiva di interesse per il Regolamento sanitario Internazionale dell'OMS. Il paziente è stato isolato a bordo.

Il sindaco di Pozzallo: non sappiamo come gestire le vittime - E ai microfoni di Sky TG24 interviene il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, che parla di "emergenza non affrontabile". "Il nostro centro di prima accoglienza può ospitare 180 persone ma di solito ne accogliamo di più. Siamo in gradi di dare sistemazione a 350/400 persone. Ma ciò che mi mette in ansia è l'arrivo delle 30 vittime: non sappiamo dove metterle. Non abbiamo una cella frigorifera. Ne abbiamo solo due e sono occupate dai due dei tre migranti che hanno perso la vita circa 1 mese fa che ancora non sono stati seppelliti; non abbiamo avuto il nulla osta per seppellirli". VIDEO

Mare Nostrum -
Quella che si è conclusa in nottata è stata un'altra giornata di soccorsi per gli uomini e le unità del dispositivo Mare Nostrum, che è stato avviato nell'ottobre scorso, dopo che 366 migranti affogarono nel rovesciamento dell'imbarcazione su cui viaggiavano a un miglio dalle coste siciliane. In meno di 48 ore, scrive la Marina in una nota, sono stati soccorsi 5000 migranti.

Salvini: Renzi e Alfano sporchi sangue - E da Facebook interviene il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, che punta il dito contro il presidente del Consiglio e ministro dell'Interno: "Altri 30 morti su un barcone. Altri 30 morti sulla coscienza di chi difende Mare Lorum. Fermare le partenze, aiutarli a casa loro, subito! Le camicie di Renzi e Alfano sono sporche di sangue. O no?". Concetti ribaditi da Salvini anche ai microfoni di Sky TG24.


Renzi: "Quanti morti senza il nostro impegno?" - "La giornata di oggi è stata segnata dal dibattito sull'immigrazione e dal nostro dolore per ciò che accade quotidianamente sul nostro mare. Siamo convinti del lavoro che stiamo svolgendo, non c'è la controprova ma quanti morti ci sarebbero se non avessimo fatto le cose che facciamo" ha osservato il premier Renzi in conferenza stampa dopo il Cdm (VIDEO).




Juncker pensa a commissario Ue "ad hoc" -
Intanto, Jean-Claude Juncker, designato dai 28 come prossimo presidente della Commissione europea, sta pensando di inserire nella sua squadra per il nuovo Esecutivo Ue un commissario dedicato alla questione delle migrazioni. "La questione sarà dibattuta dopo il 16 luglio," giorno in cui Juncker sarà formalmente eletto presidente della Commissione dal Parlamento europeo. 
La Ue sta cercando il modo di "contribuire maggiormente" dal punto di vista finanziario, ma "nell'ambito delle risorse esistenti", per "aiutare l'Italia nei suoi sforzi di gestione della pressione crescente di migranti e richiedenti asilo" fa sapere inoltre il commissario agli affari interni Cecilia Malmstrom.

Arrivata nave San Giorgio a Taranto
- Intanto è arrivata al porto di Taranto la nave San Giorgio, con a bordo 1.171 migranti (849 uomini, 148 donne e 174 minorenni) salvati nei giorni scorsi dalla Marina militare nell'ambito dell'operazione 'Mare nostrum'. Si tratta per lo più di profughi siriani, palestinesi e dell'Africa subsahariana.

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