Yara, legale di Bossetti: mi ha convinto della sua innocenza

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Il nuovo difensore del presunto assassino della 13enne di Brembate ha incontrato il suo assistito nel carcere di Bergamo: "E' determinato a dimostrare" la sua estraneità. La famiglia del muratore di 44 anni entra in silenzio stampa

"Ha detto cose che mi hanno convinto della sua innocenza". Sono le parole di Claudio Salvagni, il nuovo legale di Massimo Giuseppe Bossetti, arrestato per l'omicidio di Yara Gambirasio. L'avvocato, che affianca la collega Silvia Gazzetti nella difesa del muratore di 44 anni, dopo aver incontrato il suo assistito nel carcere di Bergamo afferma che l'uomo è "determinato a dimostrare la sua innocenza". Si professa innocente, aggiunge, Salvagni, che conferma che l'uomo e la moglie si incontreranno presto. Secondo indiscrezioni dal carcere di Bergamo, inoltre, il presunto assassino di Yara sarebbe preoccupato per l'incolumità dei suoi familiari.
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Legali Bossetti: famiglia sia rispettata - La famiglia di Bossetti, intanto, si chiude nel "più stretto riserbo". Né la madre Ester Arzuffi, né i legali della famiglia rilasceranno nuove dichiarazioni, conferma ai microfoni di Sky TG24 l'avvocato Benedetto Bonomo (VIDEO).  "La Famiglia - si legge in una nota dei legali - comprensibilmente provata per i recenti accadimenti, desidera comunicare che, per evidenti ragioni, anche a tutela dei minori coinvolti, nessuna intervista o comunicazione di sorta sarà, da oggi, rilasciata a qualsiasi titolo e a qualsivoglia organo di informazione".

Le indagini - Proseguono, intanto le indagini. Ieri, lunedì 23 maggio, è stata sentita come testimone dai carabinieri la moglie del presunto assassino, la quale ha nuovamente difeso il marito che continua a reputare innocente. La settimana prossima i carabinieri del Ris cominceranno i loro rilievi sul materiale sequestrato a Massimo Giuseppe Bossetti: inizieranno dai suoi veicoli, un autocarro e un'automobile (VIDEO). "Oggi noi con certezza possiamo dire che il Dna ritrovato sui reperti di Yara è di Bossetti - spiega a Sky TG24 Giorgio Portera, genetista forense dell'Università degli Studi di Milano - Questa è una certezza scientifica. Questo è un risultato importante, ma è anche un punto di partenza. Ovvero, questo risultato deve essere adesso vagliato dagli investigatori per poterlo ampliare con le classiche indagini di polizia giudiziaria (VIDEO).

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