Migranti, quasi tutti siriani i bimbi sbarcati in Italia

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Rapporto Save the Children: sono 1542 su un totale di 2124 i bambini che nel 2014 hanno raggiunto le nostre coste in fuga dal conflitto in Siria. Hanno un’età media di 5 anni. In tutto sono più di 9 mila i minori arrivati, di cui più di 3160 accompagnati

Sono quasi tutti siriani (1542 su 2124) i bambini sbarcati in Italia da gennaio a maggio. Minori in fuga dal conflitto iniziato tre anni fa, con un’età media di 5 anni, per la maggior parte accompagnati dalle loro famiglie o da una parte di queste. Un viaggio in cerca di speranza, iniziato nella maggior parte dei casi 1 o 2 anni fa per sottrarsi a combattimenti che non risparmiano città e villaggi in tutta la Siria, che colpiscono la popolazione civile e soprattutto i bambini, uccisi, torturati o armati, esposti ad amputazioni o malattie gravi per mancanza di cure, spesso senza cibo sufficiente e senza acqua. A loro è dedicato "L'Ultima Spiaggia. Dalla Siria all'Europa, in fuga dalla guerra", il rapporto presentato da Save the Children alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato per dare loro un nome e un'identità, dare voce alla loro ultima speranza di futuro rivolta all'Italia e all'Europa, attraverso le storie raccolte nei mesi scorsi nelle aree di sbarco in Sicilia e in Calabria, o nelle città raggiunte per proseguire poi il viaggio come Roma e Milano.

Gli arrivi dei profughi siriani sono andati ad intensificare gli ingenti flussi già provenienti dagli altri paesi: secondo i dati ufficiali e le stime di Save the Children, dal 1 gennaio al 17 giugno 2014 sono arrivati via mare in Italia più di 58.000 migranti, di cui più di 5.300 donne, più di 9.000 minori, di cui più di 3.160 accompagnati. La presenza di bambini e adolescenti sulle imbarcazioni in emergenza soccorse da Mare Nostrum ha rappresentato nel 2014 una costante, fino a raggiungere in alcuni casi quasi la maggioranza dei migranti a bordo. Per sensibilizzare il pubblico sulla condizione dei minori migranti e sulla difficoltà dei loro viaggi, Save the Children propone inoltre un'iniziativa sui social media, attraverso "il viaggio di Bereket", un "profilo fake" di un ragazzo eritreo di 15 anni in viaggio verso la Germania per costruirsi una vita e un futuro. Da solo, senza soldi e documenti, spostandosi con mezzi di fortuna, Bereket racconterà al mondo la sua storia e il suo viaggio day by day, con lo stesso strumento e modalità con cui ogni ragazzo "occidentale" descrive ogni momento della sua vita: Facebook.

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