Berlusconi: magistratura incontrollata e ha impunità piena

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L'ex premier ha deposto al Tribunale di Napoli come teste nel processo che vede imputato Valter Lavitola per presunta tentata estorsione ai danni di Impregilo per la costruzione di un ospedale pediatrico a Panama

Botta e risposta tra Silvio Berlusconi e il giudice Giovanna Ceppaluni, presidente del collegio giudicante nel processo per il quale Valter Lavitola è imputato a Napoli per una presunta tentata estorsione a Impregilo per la costruzione di un ospedale pediatrico a Panama. Nel corso della deposizione come teste, dopo una serie di domande, l'ex presidente del Consiglio si sarebbe rivolto al giudice dicendo: "Non capisco la necessità di chiedermi queste cose", frase alla quale il giudice avrebbe ribattuto: "Non c'è necessità che lei lo capisca".

Berlusconi: magistratura incontrollabile - L'ex premier, evidentemente piccato dalla risposta, ha quindi detto al microfono: "La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena". Pronta la risposta del giudice: "Ed è tutelata da un codice penale". E non è tutto. "Sono rispettoso delle istituzioni - ha detto Berlusconi - posso solo aggiungere...". Qui Ceppaluni lo ha interrotto: "Lei e un teste e risponde solo alle domande".

L'ex premier teste nel processo a Lavitola - Berlusconi, interrogato a Napoli in qualità di testimone al processo a Valter Lavitola, ha risposto alle domande di accusa e difesa sui suoi rapporti con il faccendiere e in particolare ha ricostruito i momenti del viaggio a Panama, ultima tappa di un viaggio in America che lo vide partecipare nel 2010, in qualità di presidente del Consiglio, al G8 in Canada e poi a una cerimonia in Brasile.
In aula, è stata fatta ascoltare la telefonata del 2 agosto del 2011 tra lo stesso Berlusconi e Ponzellini, ex amministratore di Impregilo, in cui l'ex premier sosteneva che se non fosse stato costruito un ospedale a Panama il presidente del Paese avrebbe rilasciato una dichiarazione negativa sul gruppo italiano. Berlusconi ha chiarito di essere stato contattato da Lavitola che gli aveva chiesto di intervenire presso Impregilo dicendosi 'orgoglioso' della telefonata. "Ho sempre agito in favore di aziende italiane" ha detto il premier.

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