Yara, polemica pm-Alfano su diffusione notizia dell'arresto

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Francesco Dettori, procuratore di Bergamo: "Volevamo il massimo riserbo". Il ministro dell'Interno risponde: "Ci si chieda chi ha diffuso i dettagli". E interviene anche Grillo: il titolare del Viminale "l'ha fatta grossa"

Il giorno dopo l'arresto del presunto assassino di Yara Gambirasio, Massimo Giuseppe Bossetti, scoppia la polemica tra la procura di Bergamo e il ministro dell'interno Angelino Alfano sulla diffusione della notizia. Il primo ad intervenire è il procuratore capo orobico Francesco Dettori. "Era intenzione della Procura mantenere il massimo riserbo - dice - anche a tutela dell'indagato in relazione al quale, secondo la Costituzione, esiste la presunzione di innocenza".

Botta e risposta tra Procura e Alfano
- Immediata la replica del ministro: "Credo che il procuratore di Bergamo non ce l'avesse con me anche perché non ho divulgato dettagli, si dovrebbe chiedere invece chi ha inondato i mass media di una quantità infinita di informazioni. Certamente non è stato il governo". E ancora: "L'opinione pubblica aveva il diritto di sapere ed ha saputo anche per essere assicurata" (VIDEO).


Nella tarda mattinata la controreplica di Dettori che getta un po' d'acqua sul fuoco ma non arretra: "non c'è nessuna polemica ma questa situazione non mi è piaciuta".

Le reazioni della politica - Venatura di polemica anche da parte dell'ex ministro degli Interno, Roberto Maroni: "Se l'avrei fatto anch'io? Ci ho pensato quando ho visto la dichiarazione del procuratore di Bergamo, che voleva mantenere il riserbo sulla vicenda, a tutela della persona arrestata. Preferisco non commentare". Commenta, invece, Beppe Grillo che su Facebook scrive: "Il ministro Alfano l'ha fatta grossa, siamo letteralmente senza parole". L'avvocato Giulia Bongiorno, invece, pone l'attenzione sulla questione della presunzione di innocenza: "Se poi, per caso, l'assassino di #yara non fosse quello che nel giro di poche ore è stato condannato dal ministro Alfano e media, che si fa?" si chiede su Twitter.

La madre del presunto colpevole: se è stato lui che paghi - Tace invece la famiglia Gambirasio che attraverso il suo legale, Enrico Pelillo, fa comunque sapere di non aver mai conosciuto Bossetti, di non aver certo esultato alla notizia dell'arresto e soprattutto di aver fiducia nella giustizia (LA FOTOSTORIA - LE TAPPE DELLA VICENDA: VIDEO - TUTTE LE IMMAGINI - TUTTI I VIDEO). A quanto si apprende, invece, la mamma dell'indagato per l'omicidio della 13enne promessa della ginnastica, uccisa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, avrebbe procunciato solo alcune parole: "Se è stato lui, è giusto che paghi".
Massimo Giuseppe Bossetti, muratore originario di Clusone, sposato con tre figli, prima ha negato ogni responsabilità e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha trascorso la sua prima notte in carcere e entro breve dovrà essere sentito dal gip per la convalida dell'arresto.

Il presunto omicida - Quarantaquattro anni e una sorella gemella, Bossetti è stato
individuato grazie all'esame del Dna (è il figlio naturale di Giuseppe Guerinoni, l'autista di pullman morto nel 1999 il cui Dna era risultato sovrapponibile con quello ritrovato sul corpo di Yara). Il suo cellulare, inoltre, sarebbe risultato tra quelli che avevano impegnato la cella della zona dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Yara nell'ora in cui sarebbe avvenuto l'omicidio.

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