Strage Motta Visconti, confessa il marito. Ritrovata l’arma

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Carlo Lissi ha ammesso di aver ucciso la moglie e i suoi figli, di 5 anni e 20 mesi, nella loro villetta nel Milanese. Dopo il delitto è andato a vedere la partita. Gli inquirenti: "Era invaghito di una collega. Ha detto: ora voglio il massimo della pena"

Ha confessato dopo un lungo interrogatorio. Carlo Lissi, il marito di Cristina Omes, la donna trovata uccisa con i due figli della coppia nella villa di famiglia a Motta Visconti (Milano), ha ammesso di essere stato l'autore del triplice omicidio (FOTO). L'uomo è stato fermato nella notte tra domenica e lunedì 16 giugno e si trova ora nel carcere di Pavia.
"Lissi aveva una passione per una collega, ma non corrisposta - hanno riferito gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa provando a spiegare il movente - Dopo essere crollato ci ha detto: 'Voglio il massimo della pena'". Gli inquirenti hanno aggiunto che "la sua confessione non è stata spontanea" (VIDEO), ma "gli elementi erano tali e tanti da portare in quella direzione". Messo di fronte alle incongruenze del suo racconto, Lissi quindi "è crollato".

Ritrovata l'arma del delitto - Il procuratore capo di Pavia, Gustavo Cioppa, ha spiegato che Lissi dopo aver ammazzato la moglie e i figli è andato a vedere la partita dell’Italia con un amico con cui aveva appuntamento. Solo al rientro a casa ha dato l’allarme ai carabinieri, provando a depistare le indagini. Durante la confessione resa nel serrato interrogatorio notturno, l’omicida ha anche detto di aver gettato l'arma usata per il delitto, un coltello, in un tombino di Motta Visconti. Arma che quindi è poi stata ritrovata dai carabinieri.

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Le indagini - I carabinieri avrebbero cominciato a propendere per la pista famigliare subito dopo le prime fasi di indagine. Il fatto stesso che nella strage non fosse stato risparmiato nemmeno il più piccolo dei due bambini, di appena 20 mesi, rendeva meno credibile la pista “esterna”, di una sanguinosa rapina, e il mancato ritrovamento dell'arma del delitto nelle immediate vicinanze dei cadaveri rendeva difficile uno scenario di omicidio-suicidio.
Lissi, dopo l'allarme dato poco dopo le 2 di sabato notte, è stato sentito fino alla mattinata di domenica e poi è stato fatto tornare a casa. Risentito più volte, e confrontate via via le sue dichiarazioni con quelle di amici e testimoni e con i primi riscontri scientifici e medico-legali emersi dalla scena del delitto, gli investigatori hanno cominciato ad avere dubbi sulla sua versione.

Il triplice omicidio tra sabato e domenica notte - La donna e i suoi due figli, una bambina di 5 anni e un bimbo di 20 mesi, sono stati brutalmente assassinati con numerose coltellate in casa, una villa nella zona residenziale di Motta Visconti. I corpi della femminuccia e del fratellino erano rispettivamente nella cameretta e sul letto matrimoniale. Quello della donna riverso a terra in soggiorno.

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