Milano, travolgono un uomo in tangenziale: caccia ai banditi

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Tre malviventi, a bordo di un’auto in fuga dai carabinieri a 170 km orari, hanno speronato una jeep sulla tangenziale est, uccidendo il 48enne che era alla guida. Poi sono riusciti a fuggire a piedi. Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta

E’ caccia ai tre banditi che, nel pomeriggio del 12 giugno, hanno ucciso un automobilista sulla tangenziale di Milano mentre fuggivano dopo aver forzato un posto di blocco. Secondo i carabinieri l’auto su cui viaggiavano i 3 malviventi, un’Audi A8, andava a oltre 150 chilometri di velocità, forse 170 chilometri. La vettura ha speronato una Jeep sulla tangenziale di Milano, al confine col comune di San Donato Milanese. Un impatto violento, fatale per il conducente del fuoristrada, un uomo originario del capoluogo lombardo di 48 anni che è morto sul colpo.
Il pm di Milano Roberta Colangelo ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di morte come conseguenza di un altro delitto. Disposta anche una consulenza cinematica per appurare la velocità delle due auto al momento dello scontro.

I tre banditi fuggiti a piedi - L'Audi ha centrato la vettura come un ariete e, nonostante la sua dimensione, la Jeep si è capottata un paio di volte prima di fermarsi sul fianco. A quel punto per l'automobilista non c'era già nulla da fare. I paramedici del 118 hanno potuto solo constatare il decesso. Distrutta anche l'altra auto, eppure i tre banditi a bordo sono riusciti a uscire e a far perdere le proprie tracce approfittando del fatto che i militari erano impegnati a prestare i primi soccorsi alla vittima. I tre sono ricercati in tutto il territorio del comando provinciale dei carabinieri, che si sono serviti anche di un elicottero messo a disposizione dalla polizia di Stato per individuare i fuggiaschi.

La ricostruzione - Attorno alle 17 del 12 giugno i carabinieri hanno intercettato l'Audi in via Ripamonti. Era un normale posto di blocco, un servizio di routine. Il militare in piedi davanti alla pattuglia ha notato qualcosa di strano nei tre all'interno dell'auto e ha fatto segno di accostare con la paletta. La risposta all'ordine è stata un'accelerazione improvvisa: l'Audi è partita a folle velocità verso l'ingresso della tangenziale in direzione di Bologna e si è immessa come un proiettile sull'arteria che iniziava ad affollarsi. Secondo i calcoli dei militari - che saranno poi accertati dalle eventuali perizie disposte dall'autorità giudiziaria - l'auto andava a oltre 150 chilometri orari, forse 170. Durante l'inseguimento i carabinieri hanno inviato in centrale il numero della targa e hanno scoperto che la vettura era intestata a un noto prestanome che risulta proprietario fittizio di decine di altre. La corsa si è interrotta pochi minuti dopo, all'altezza del confine tra San Donato Milanese e Milano, quando i banditi hanno sbattuto contro il guardrail, lo hanno saltato e centrato la Jeep del 48enne. Nell'incidente sono rimaste coinvolte altre due persone: un automobilista di 35 anni che non ha voluto essere accompagnato in una struttura sanitaria, e un motociclista di 36 anni per il quale è stato invece necessario il trasporto all'ospedale di San Donato per lievi traumi.

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