Gdf, indagato il comandante in seconda per corruzione

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Il generale Vito Bardi sarebbe sotto inchiesta da parte della procura di Napoli. Arrestati il numero uno della sede provinciale di Livorno Mendella e un commercialista partenopeo. Perquisita anche la sede di Roma della Guardia di Finanza

Bufera sulla Guardia di Finanza. Nell'ambito di un'inchiesta della procura di Napoli è stato arrestato il Comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Livorno, Colonnello Fabio Massimo Mendella e sarebbe indagato anche il generale Vito Bardi, comandante in seconda della Guardia di Finanza, per ipotesi di corruzione. Perquisizioni si sono svolte presso il comando generale della Guardia di Finanza a Roma di Via XXI Aprile. Una delle perquisizioni avrebbe interessato proprio l'ufficio del generale Bardi, che risulterebbe indagato per vicende "collaterali" a quelle che hanno portato all'arresto di Mandella. Tra gli indagati figurerebbe anche il generale in pensione della Gdf Emilio Spaziante, arrestato la settimana scorsa per la vicenda Mose.

Le accuse a Mendella - Insieme a Mendella è stato arrestato anche il commercialista Pietro de Riu, di Napoli. Le ipotesi contestate dai pm Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock sono di concorso in concussione per induzione e rivelazione di segreto d'ufficio. De Riu avrebbe incassato per conto di Mendella, responsabile del settore verifiche del Comando provinciale di Napoli dal 2006 al 2012, oltre un milione di euro: soldi versati da  imprenditori napoletani per evitare verifiche e accertamenti fiscali. Dopo il 2012 Mendella venne trasferito al Comando  provinciale di Roma. In occasione di tale trasferimento, secondo l'ipotesi  investigativa, sarebbe stata trasferita anche la sede della società holding Gotha spa, oggetto di una verifica pilotata poi effettivamente svolta dal gruppo di sezioni coordinate dal colonnello Mendella.

Soldi nascosti nelle confezioni di telefoni cellulari
- A raccontare il meccanismo corruttivo ai magistrati è stato Giovanni Pizzicato, ai vertici del gruppo 'Gotha spa' e commercialista che per anni ha seguito gli affari dell'azienda finita al centro dell'indagine. E' Pizzicato che il 4 novembre dello scorso anno ha raccontato ai pm Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock la presunta intermediazione svolta da De Riu e il ruolo di Mendella nell'aggiustare verifiche fiscali. Pizzicato è indagato, così come il fratello Francesco, ma ha aiutato gli investigatori a ricostruire tutta la vicenda. Racconta delle somme di denaro richieste e consegnate per evitare gli accertamenti, "15mila euro al mese, poi lievitati a 20mila e 30mila, per circa un milione di euro", ma anche gli stratagemmi utilizzati per la consegna del denaro, "occultato in confezioni di telefoni cellulari". Spiega delle altre pressioni e di tutti i regali che sarebbero stati fatti a Mendella come il "pagamento di viaggi e vacanze".

Cantone: "Gdf non ha avuto remore a indagare su se stessa" - Nelle oltre quaranta pagine di ordinanza si fa riferimento anche alla consegna dei soldi che, secondo l'accusa, sarebbero "avvenute tutte a Napoli". Una circostanza confermata dalle dichiarazioni delle due segretarie dei fratelli Pizzicato, che hanno raccontato ai magistrati la frequente presenza nel loro studio di De Riu e il ritiro di pacchi apparentemente di telefoni cellulari. Era poi un avvocato penalista napoletano a fare da 'ponte' telefonico tra il colonnello e il commercialista. Sulla vicenda si registra il commento del commissario anticorruzione, Raffaele Cantone, intervenuto oggi alla Farnesina al convegno del gruppo di lavoro anticorruzione del G20: "C'è una parte della nazione che è sana. La Guardia di finanza non ha avuto nessuna remora ad occuparsi di indagini al proprio interno. Ciò vuol dire che esiste una parte della società sana".

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